indietro            

“Il Quotidiano della Calabria”

8 gennaio 2007

         

La grande retrospettiva di Cosenza

sarà inaugurata in primavera

 

LA CALABRIA RICORDA ROTELLA

di Tonino Sicoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

peruz - sicoli - rotella - barilli

 

tonino sicoli - mimmo rotella

 

performance - cosenza 1982

 

pierre restany - mimmo rotella

 

giacomo mancini jr.- giacomo mancini - eva catizone - tonino sicoli - elena scrivano - mimmo rotella

pietro mari - eva catizone - sandro principe - tonino sicoli - mimmo rotella - giacomo mancini

 

 

 

 

 

Era il 1996 quando si realizzò la prima mostra istituzionale di Mimmo Rotella in Calabria. Avvenne a Rende, nel Museo Civico, per iniziativa di Sandro Principe. La curammo Renato Barilli ed io, che dopo qualche anno ripetei l’impresa assieme a Pierre Restany per il Complesso del San Giovanni a Catanzaro.

Ora, ad un anno dalla scomparsa, la Calabria si appresta a ricordare Rotella con un evento di rinnovata valenza storico-critica, che vuole proporre la sua opera inserendola nel contesto degli avvenimenti a lui contemporanei.

Nel ripetersi internazionale di mostre rotelliane in sedi prestigiosissime, è la prima volta che si affronta il tema della ricerca di Rotella, sviscerandone le ragioni linguistiche e cogliendone i rapporti con la cultura artistica del suo tempo a trecentosessanta gradi, al fine di inquadrare l’intera produzione in un ampio sistema storico di riferimento.

“Mimmo Rotella nel suo tempo. Attraverso il muro l’universo” è il titolo della mostra, voluta dall’assessore alla cultura della Regione Calabria Sandro Principe, e curata da Enrico Crispolti, storico dell’arte di fama internazionale, che sta lavorando con una equipe di studiosi e con la Fondazione Rotella, per realizzare nell’area urbana di Cosenza, durante la prossima primavera-estate, l’evento clou delle varie commemorazioni previste.  

Affrontare uno studio sistematico di Rotella, collocandolo nell’ambito di vicende storiche complesse, vuol dire darne una lettura critica di un certo spessore, tracciando quella rete di corrispondenze,  ma anche di differenziazioni, con l’opera di tanti artisti coevi, protagonisti come lui di quella stagione di rinnovamento, che ha attraversato la seconda parte del Novecento.

Gli artisti della livello di Rotella non sono mai dei fenomeni casuali ed isolati, ma rientrano in una temperie epocale che crea collegamenti consapevoli ed inconsapevoli fra singoli personaggi e movimenti artistici, fra intuizioni individuali e poetiche di gruppo, fra personalità originali e tendenze culturali.

Dopo il Rotella superstar, forse più spettacolarizzato in vita che storicizzato, viene adesso meglio riconsiderato il Rotella sostanziale, studiato nella sua reale portata storica.

Oltre cento le opere in mostra divise in sei capitoli, che ripercorrono cronologicamente la ricerca dell’artista dagli anni Quaranta al Duemila: il postcubismo  e l’astrazione segnica che precedono i décollages (fine anni Quaranta-inizio Cinquanta);  il décollage come muro (seconda metà anni Cinquanta); il décollage come immagine (primi anni Sessanta), la Mec Art e l’Art Typo (metà anni Sessanta-inizio Settanta); i frottages, effaçages, reportages, coperture e ready-made (inizio anni Settanta-Ottanta); le Sovrapitture, i graffiti e il décollage come racconto (seconda metà anni Ottanta-Duemila).

Il contesto sarà dato da una trentina dei maggiori artisti internazionali, che hanno operato nell’ambito dell’astrazione segnica (come Capogrossi, Dorazio, Accardi), della ricerca materica (l’ultimo Prampolini, Burri, Turcato, Scarpitta, Savelli, ecc) e della pop art (Warhol, Schifano, Ceroli, Pistoletto,….), del Nouveau Réalisme (Hains, Villeglé, Dufrêne) e del graffitismo (come Haring e Basquiat).

Insomma un’occasione per ripercorrere assieme a Rotella un pezzo di storia dell’arte del XX secolo, per ricostruire uno spaccato di vicende e di grandi trasformazioni dei linguaggi dell’arte, in una rassegna  che documenterà con opere selezionate un intreccio di rapporti e di assonanze, che aiutano a capire non solo un autore complesso ma anche la complessità di un’epoca.

Il miglior modo per celebrare un artista, in fondo,  è quello di farlo vivere oltre la morte,  dando alla sua opera quella valenza immortale, che gli consente di occupare il giusto posto nella storia e di eternare un’intuizione geniale in una pietra miliare dell’arte.

 

tonino sicoli 

             

icarus - 1999

 (SACAL - Lamezia Terme Airport)


(foto :archivio sicoli - www.mimmorotella.it )

indietro