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“Il Quotidiano”- 28 febbraio2007

 

Torna in Calabria "Sensi Contemporanei"

UNA SFIDA D'AVANGUARDIA

 

 

 

Torna in Calabria “Sensi Contemporanei”

UNA SFIDA D’AVANGUARDIA

 

“Sensi Contemporanei” volta pagina. L’Accordo di Programma Quadro firmato a Roma dal dirigente generale dell’assessorato alla cultura della Regione Calabria apre una nuova fase della gestione degli eventi artistici da parte delle pubbliche istituzioni.

Il Ministero per lo Sviluppo Economico, quello per i Beni e le Attività culturali, la Fondazione Biennale di Venezia e otto regioni meridionali  fra cui la Calabria, hanno gettato le basi programmatiche per gli eventi artistici del triennio 2007-2009.

Come si ricorderà negli ultimi tre anni sono state ospitate in Calabria alcune mostre della Biennale di Venezia, che hanno fatto respirare a Villa Genoese-Zerbi di Reggio Calabria un po’ del clima della rassegna lagunare: “Zona d’urgenza” nel 2004, “Movimento/Movimenti” nel 2005, “Metamorph” nel 2006. Si trattava di mostre di architettura e di video, strutturate soprattutto attraverso installazioni, fotografie e nuove tecnologie. Lo scopo era quello di dare un’ampia diffusione ai linguaggi dell’arte contemporanea e nello stesso tempo valorizzare i contesti architettonici e urbanistici, accompagnando il tutto con varie iniziative di supporto come altre mostre, interventi di comunicazione, attività di formazione.

Nel passato triennio la Calabria, similmente alle altre regioni meridionali aderenti all’accordo, è stata la destinataria di un pacchetto di proposte già presentate a Venezia, scelte fra le esposizioni secondarie della Biennale dell’anno precedente, trasformate in prodotti di circuito. Con un'unica sede (appunto villa Zerbi a Reggio Calabria) designata per gli eventi principali, mentre a poche altre località (Sibari, Corigliano, Rende, Bivongi) è stato affidato un ruolo collaterale con autonome iniziative locali.

Il nuovo “Sensi Contemporanei” assume un aspetto innovativo perché, facendo un sostanziale passo in avanti rispetto alla passata edizione, attribuisce centralità alle Regioni. L’obiettivo di questa seconda edizione è quello di valorizzare le realtà meridionali, stimolando proposte e creando un circuito internazionale di addetti ai lavori e di pubblico. La Calabria e il Meridione avviano così un processo di decolonizzazione e di emancipazione da antiche marginalità, assumendo un ruolo di rilancio culturale, con progetti che partono dai contesti locali per investire l’intero territorio nazionale. La partecipazione al dibattito culturale, sulla base di proposte originali che si allineano agli standard delle mostre internazionali, annulla le distanze geografiche del Sud col resto d’Italia e d’Europa. In questo modo anche le risorse finanziarie vengono razionalizzate e meglio distribuite con ricadute sull’intero territorio.

D’altro canto nell’ultimo decennio la Calabria ha rivelato una ripresa in campo artistico, che ha visto proliferare eventi espositivi e fiorire strutture museali anche per l’arte contemporanea. Nell’area cosentina funzionano la Galleria Nazionale di Palazzo Arnone e i tre Musei di Rende (il Civico, il MAON e quello del Presente), a Catanzaro è attivo il Complesso Monumentale del San Giovanni e la Casa-Museo Rotella sede dell’omonima Fondazione, a Reggio Calabria c’è Villa Zerbi.

Grandi mostre e grandi nomi dell’arte sono ormai di casa anche in Calabria, soprattutto sul versante del contemporaneo, con produzioni autoctone: Mimmo Rotella, Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico, il Novecento, i Mitici Anni Sessanta, il Moderno estremo, Alighiero Boetti, Mimmo Paladino, Jean Fabre, Tony Cragg, la Collezione di Carlo Bilotti da Picasso a Warhol, e la Collezione Ladaga con opere di tanti maestri del XX secolo.

Le Accademie di Belle Arti e le Università sono ormai punti di riferimento per la formazione di nuovi professionisti dell’arte e della cultura, con una vitalità che aspetta solo un corrispondente aumento di occasioni lavoro.

In questo contesto di situazioni, l’arte contemporanea può rivelarsi un ottima risorsa per rilanciare anche il patrimonio culturale del passato, con le conseguenti ricadute turistiche che possono derivare da un confronto dialettico con l’archeologia, che qui in Calabria occupa una indiscussa centralità. L’idea di un ciclo di mostre su “I luoghi del Mito - Magna Grecia  e arte contemporanea”, accanto ad un concorso-convegno-mostra per un progetto architettonico museale ed una rassegna con workshop sul Design che recuperi l’identità culturale legata alla tradizione artigiana, serve a riannodare i profondi legami fra ambiti culturali apparentemente diversi, per scoprire che il presente ha origini antiche.

Contestualizzare gli interventi rapportandoli alla storia del territorio e alla sua identità significa riuscire a rielaborare i segni di un passato importante e capace ancora di innescare processi di crescita e di innovazione. La cultura moderna può riappropriarsi così di temi e suggestioni antiche per riproporli con i linguaggi della contemporaneità e che stabilisca un ponte con il passato, recuperando quell’eredità magnogreca legata al mito

Il mito, infatti, si lega all’immaginario dei luoghi, vive attraverso le forme dei manufatti e le tante testimonianze di una cultura materializzatasi in vestigia, reperti ed opere d’arte, offrendo lo spunto per una rilettura critica dell’inquietudine culturale dell’epoca attuale e per una riflessione sul carattere unitario della letteratura, delle arti visive, del teatro, della musica e degli altri saperi.

La contaminazione fra l’antico e il contemporaneo può trovare così un punto di incontro su un tema, che unisce in una continuità ideale, gli uomini di ieri e quelli di oggi.

Sotto questo profilo la Calabria contemporanea può ricongiungersi con la propria storia ritrovando una rinnovata energia in una stagione culturale che crei occasioni di autodeterminazione, di affermazione della propria identità, di partecipazione ai processi culturali, di scambi  sovraterritoriali.

Per la prima volta parte un progetto che vede le forze intellettuali e le istituzioni culturali regionali chiamate a svolgere un ruolo propositivo e di gestione assieme alla Biennale di Venezia e al DARC, per offrire qualità e professionalità. E anche all’interno del territorio calabrese per la prima volta i siti archeologici con i loro Musei verranno collegati in un circuito virtuoso di eventi d’arte, che facendo sistema, creerà interscambi fra realtà simili ma fin qui separate.  

Si potenzia così l’offerta di mostre prodotte in Calabria, che l’assessore regionale alla cultura Sandro Principe, ha avviato con “Visioni Simultanee”, l’altro ambizioso progetto ricco di eventi programmati al San Giovanni di Catanzaro, a Palazzo Arnone di Cosenza, al Museo del Presente di Rende, al Castello di Vibo Valentia e al San Domenico di Lamezia Terme.

E’ una sfida che vede l’arte come momento di avvio per un più ampio riscatto sociale, per funzionare da avanguardia politico-culturale di una nuova Calabria determinata, organizzata, positiva e integrata.

 

tonino  sicoli                     

 

Il Quotidiano della Calabria, 28 febbraio 2007

 

         

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