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BENEDETTO  +  FUTURISMO

 

a cura di Tonino Sicoli e Claudio Crescentini

18 dicembre 2004

27 febbraio 2005

 


 

 

Ricorre quest’anno il centenario della nascita di Enzo Benedetto, l’ultimo degli artisti futuristi autenticamente legato al Movimento fondato da Filippo T. Marinetti e da Umberto Boccioni nel 1909.

 

 

Il suo spirito da “futurista al cento per cento”, come era stato detto opportunamente di lui, lo ha portato a farsi testimone di quasi un secolo di avvenimenti, compagno di strada di personaggi che hanno dato un’impronta indelebile all’arte del Novecento.

 

 

Mai una mostra monografica istituzionale è stata dedicata ad Enzo Benedetto, che pure ha occupato un posto significativo nel futurismo italia.   Ricostruire il suo percorso artistico, inserendolo nel contesto del futurismo e principalmente meridionale e calabrese, restituisce a questo artista la sua fisionomia storica permettendo di sistemare la sua produzione in un quadro critico di riferimento, soprattutto in relazione agli altri futuristi.

 

 

Nato a Reggio Calabria nel 1905, Benedetto si avvicina al Futurismo nel 1924. E’ a lui che si deve la costituzione di un polo futurista a Reggio Calabria su incarico di Mino Somenzi, che lo invita a raccogliere adesioni per le onoranze di Marinetti che si sarebbero tenute a Milano. In quegli stessi mesi Benedetto pubblica a Reggio Calabria la rivista «Originalità», con in prima pagina un editoriale di Marinetti in cui si fa la cronaca della contestazione fatta dal capo del Futurismo alla XIV Biennale di Venezia accusata di avere snobbato gli artisti del Movimento.

 

 

Benedetto si fa anche promotore della sala futurista in seno alla IV Biennale d’Arte Calabrese di Reggio Calabria, curata nel 1926 da Alfonso Frangipane e in cui espongono, fra gli altri, Depero, Dottori, Tato, Fillia, Pozzo, Benedetta Marinetti e lui stesso. In quell’anno segue come inviato del quotidiano «L’Eco di Messina e della Calabria» la XV Biennale di Venezia, che presenta  per la prima volta anche i futuristi.

 

 

Comincia così la grande avventura artistica di Benedetto, che scopre sempre maggiori assonanze e convergenze con la poetica futurista al punto che dirà poi: «Mi sembrava strano che ci fosse già il Futurismo senza che io ne avessi saputo nulla». Col trasferimento a Roma nel 1927 Benedetto ha rapporti più organici con il Movimento diventando egli stesso un divulgatore con una intensa attività pubblicistica.

 

 

Nel 1931 aderisce al Manifesto dell’Aeropittura, che rappresen­ta lo sviluppo della poetica futurista, dalle cosiddet­te «velocità terrestri (cavallo, automobile, treno)» alle «velocità aeree». Punto di riferimento della nuova percezione futurista è l'aeroplano che diventa un osservatorio mobile «appeso nell'infinito», il volo è visione mul­tipla e sensazione di mutevolezza continua, è attra­versamento dello spazio in tutte le sue direttrici.

 

 

Benedetto teorizza e pratica l’unione del colore con la parola e conia il termine cromo-paro-libera per definire la sintesi fra pittura e scrittura. Il fascino per la parola lo porta anche a formulare giochi di parole con scambi di vocale et similia: nasce cosi lo slogan «Scagliarsi non squagliarsi» nell’intestazione di una lettera del ’24 a Marinetti, oppure «Marciare non marcire», nella testata della rivista «Futurismo-Oggi» da lui lanciata assieme all’omonimo manifesto nel 1967 per ribadire la sopravvivenza dell’ideale futurista. Muore a Roma nel 1993.

 

 

L’evento culturale, nell’intento di contestualizzare la figura dell’artista reggino, si divide in due parti: una retrospettiva di Benedetto (40 opere c.)  e  una rassegna del futurismo (oltre 50 opere) con particolare riguardo all’area meridionale e con presenze in mostra come quella di  Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Luigi Russolo, Gino Severini,  Mario Sironi, Enrico Prampolini, Fortunato Depero, Gerardo Dottori, Emilio Notte, Alberto Bragaglia, Primo Conti,  Bruno Munari, Mino Delle Site, Arturo Ciacelli, Francesco e Pasqualino Cangiullo, Tato, Ginna, Julius Evola, Ivo Pannaggi, Pippo Oriani, Francesco Di Cocco, Domenico Belli, Augusto Favalli, Bruno Aschieri, Virglio Marchi, Vinicio Paladini, Mario Dal Monte, Marcello Nizzoli, Stefania Lotti, Osvaldo Peruzzi nonché dei calabresi Antonio Marasco, Michele Berardelli e Armiro Yaria.

 

 


 

Catalogo

 

     Testi presentazione :

 

     Sandro Principe - Sindaco di Rende

       Gerardo Mario Oliverio - Presidente Provincia Cosenza

       Franco Sammarco - Presidente Centro "A.Capizzano"

 

 

       Testi critici :

 

     Tonino Sicoli - "Enzo Benedetto e il Futurismo Meridionale"

       Claudio Crescentini - " III tempi futuristi : Benedetto + Futurismo"

       Mario Verdone - "Fedeltà di Benedetto"

       Vittorio Cappelli - "Enzo Benedetto e il Futurismo nelle due città dello Stretto"

       Arianna Antoniutti - "Parolibere e rifiuto della tradizione"

       Agostino Bagnato - "Progresso + Velocità + Industrializzazione + ....."

       Patrizia Chianese - "Enzo Benedetto. Un percorso biografico"

 

       

       Edizioni AR&S - Arte e Società - Catanzaro

       Brossura- cm 27 x 23 - pagg. 112

       Stampa : Grafica Pollino - Castrovillari - cs

(click : enlarge)

      


Enzo Benedetto             ( alcune opere tratte dal catalogo della mostra)

   

 

 

 

 

                 


               

Futurismo             ( alcune opere tratte dal catalogo della mostra)

 

    

 

  

  

 


18 dicembre 2004 - Inaugurazione della mostra

.......alcune immagini della conferenza e della serata.......( foto franco menonte)

(cliccare per ingrandire)     

 

        

Tonino Sicoli - Salvatore Perugini - Franco Sammarco - Claudio Crescentini

 

Tonino Sicoli - Eraldo Rizzuti - Maria Francesca Amendola

 

Paola e Aldo Porry Pastorel

 

Giuseppe Lo Polito - Giuseppe Venneri - 2 studentesse piccole guide

 

.........durante la conferenza.............

 

Enzo Bilotti - Oreste Morcavallo - Franco Sammarco

 


 

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orari apertura al pubblico : da martedì a domenica inclusa  ore 10-13 / 16-19

 

 

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