ritorna ad "eventi"

 

 

1 giugno 2005 - Presentazione del catalogo

.......alcune immagini della conferenza e della serata.......( foto francomà)

(cliccare per ingrandire)     

 

 

il pubblico (sala A)

 

 

sandro principe - tonino sicoli - renato barilli - massimo di stefano

 

 

 

 

sandro principe - tonino sicoli - renato barilli - massimo di stefano

 

 

 

(al centro)                      emilio chiappetta - eraldo rizzuti - francesco principe

 

 

 

                              

 

                                                        sandro principe      (assessore giunta regionale calabria) 

 

                                       

 

 

               

 

massimo  di stefano                                tonino sicoli - renato barilli - massimo di stefano

 

 

 

 

renato barilli

 

 

           

 

nicola  carrino                                                                      luigi magli  - elisabetta gonzo - nicola carrino

 

 

 

tonino sicoli - massimo di stefano - antonio viapiana

 

 

fabio nicotera - luigi magli - carmine di ruggiero - francomà - vincenzo paonessa - giuseppe negro

 

 

 

 

                   

 

luigi magli  -  marlis nussbaumer                                              piero loizzo - gennaro cosentino - visitatrice

 

 

 

 

     

 

visitatori

 

 

 

 

alejandro carcia - gruppo studentesse

 

 

 

 

valdo vercillo con lo staff del MAON

 

 

 

 

 

kurt nussbaumer - francomà - marlis nussbaumer - luigi magli - tarcisio pingitore - rocco pangaro - luigi malice

massimo di stefano - tonino sicoli

 

 

 


 

 

 

 

 

         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

         

 

 

 

 il catalogo del MAON

 

 

 

 

Catalogo a cura di Tonino Sicoli e Massimo Di Stefano

 

 

Consulenza artistica e direzione allestimento : Luigi Magli

Coordinamento editoriale : Antonio Viapiana

Computer grafic : Francomà

Fotografie : Franco Menonte - Marcello Lattari - Franco Arena - Francomà

 

Edizioni AR & S - Arte e Società - Catanzaro

Brossura - cm  29 x 24 - pagg. 112

Stampa : Grafiche Abramo - Catanzaro

 


(per consultazione testi : cliccare sulle voci relative)

 

 

 

TESTI in CATALOGO

 

 

- Sandro Principe  ( Assessore alla Cultura della Regione Calabria)

 

- Salvatore Perugini  (Assessore Provinciale alla Cultura)

  Gerardo Mario Oliverio ( Presidente della Provincia di Cosenza)

 

- Emilio Chiappetta  (Vice-Sindaco di Rende)

 

- Franco Sammarco (Presidente del Centro "Capizzano")

 

- Tonino Sicoli  - " UN MUSEO PROGRESSIVO"

 

- Massimo Di Stefano - "POETICHE E POLITICHE CULTURALI DEL CONTEMPORANEO"

 

 

 

 

 

 

 


gli artisti , le opere


 

 

SALVATORE ANELLI

In-forme. Accumulazione, 1998,

tecnica mista su tela, 7 elementi  di cm 240x21

 

 

 

 

 

SALVATORE ANELLI è nato a Comiso (Rg) nel 1951, risiede a Rende. Negli anni ’80 intraprende l’uso di materiali pittorici ed extrapittorici, che accumulandosi in maniera stratificata determinano un fare sacrificale di tipo esistenziale. Successivamente la sua ricerca è stata finalizzata al recupero degli scarti della civiltà contemporanea, colti nella loro essenza più intima.

Negli anni ’90 l’esperienze sono legate ad un arte senza ipotesi, essenza tragica della modernità e reale conseguenza di un’archeologia del presente. Successivamente, l’opposizione tra la materia e il segno danno origine a organismi  in evoluzione, che nel prendere forma invadono lo spazio.

Tra le tante partecipazioni ricordiamo: 1983 L’Erranza poetica , omaggio a Mattia Preti Taverna (CZ). 1992 “ Installazioni sceniche per “Cani Randagi” e  “ L’Edipo di Sofocle “Teatro dell’Acquario”, Cosenza. 1993 “Il solco del tempo”, Laboratorio Dadodue, Salerno. 1996 ”Un certain regard”,  Centro storico Cosenza. 1998 “ Summertime” una stagione dell’arte, Casa delle Culture, Cosenza. 1998 Installazione scenica per “ Il velo e la sfida - Tommaso Campanella e l’arte della dissimulazione onesta” Teatro dell’Acquario, Cosenza. Ha intessuto rapporti di collaborazione con il teatro dell’Acquario di Cosenza.

 

 

 


 

GIAMPIERO ARABIA

Dialogo, 2001

oro e inchiostro su tela, cm 141x90

 

 

 

 

 

 

 

GIAMPIERO ARABIA è nato a Rogliano (Cs) nel 1965. Dopo gli studi liceali a Cosenza nel 1983 si trasferisce a Roma per conseguire nel 1988 il baccellierato in Sacra Teologia presso la Pontificia Università Urbaniana. Ha studiato Architettura all’Università La Sapienza di Roma. E' sacerdote della diocesi di Cosenza­ - Bisignano e insegna Religione cattolica presso il Liceo Artistico “A. Savinio" di Roma dove vive e lavora. Si interessa di arte e architettura realizzando diverse opere di arte sacra in Chiese italiane e straniere. Suoi sono i mosaici della Chiesa di S. Cleto a Roma e le decorazioni parietali della Chiesa di San Luca sempre a Roma. In Calabria ha eseguito opere nella Chiesa di S. Nicola e S. Aniello a Cosenza, nella Chiesa di S. Pietro a Rogliano e nella Cappella dell’abate Gioacchino a San Giovanni in Fiore. Suoi lavori sono in chiese di Toronto, Budapest e della Croazia. In pittura predilige il paesaggio urbano, caotico e ricco di segnali, trasfigurato in visioni sfaccettate e dinamiche, dai toni diafani e cangianti. La realtà viene intrecciata con forme geometriche che scompongono gli spazi e frantumano la luce.

 


 

NICOLA CARRINO

Costruttivo 74 – Modulo L, 1974

Organismo modulare trasformabile in acciaio

10 moduli L (2 moduli cm 40x40x40,

8 moduli cm 20x20x20)

 

 

Costruttivo 74 – Modulo L / 8 trasformazioni, 1974

Collage e matita su carta, cm 100x70

 

 

 

NICOLA CARRINO  è nato a Taranto nel 1932, vive e lavora Roma. Docente di Scultura nelle Accademie di Belle Arti sino al 1992. E’ Accademico di S. Luca. Espone dal 1952. Dal 1962 al 1967 fa parte del Gruppo 1 di Roma. Nel 1969 realizza i Costruttivi Trasformabili, sculture modulari in ferro e acciaio e svolge nel tempo Interventi di Trasformazione nelle gallerie e nello spazio urbano. Dal 1967 progetta opere pubbliche in relazione all’architettura e al paesaggio. Partecipa alle Biennali di Venezia (1966, 1970, 1976, 1986), alla Biennale di Parigi (1967), alle Biennali di San Paolo del Brasile (1971, 1979), alle Quadriennali di Roma (1965, 1973, 1986,1999). Figura con opere nelle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, del Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino, dello Sammlung Dierichs della Ruhr-Universitat di Bochum, del Neues Museum fur Moderne Kunst di Norimberga, del Museum Boymans Van Beuningen di Rotterdam, del Tel Aviv Museum of Art.

Fra le opere permanenti in spazi pubblici ha realizzato in Calabria una grande scultura nella Casa Circondariale di Vibo Valentia e una fontana a Lamezia.

 


 

LUCIANO CARUSO

La via della seta. Arrivo in Tibet, 1999

Tecnica mista su legno, cm 163x92

 

 

 

LUCIANO CARUSO è nato nel 1944, a Foglianise ed è morto a Firenze nel 2003. Cresciuto a Napoli, è vissuto a partire dal 1976 a Firenze, dove ha insegnato. La sua formazione si è svolta tutta all’insegna del più rigoroso progetto crociano/gramsciano. Importante l’incontro a Napoli con i pittori del Gruppo 58, fra i quali  Mario Persico, Guido Biasi, e, a Roma, quello con Emilio Villa. Dal 1974  ha  frequentato la Calabria dove ha curato mostre a Catanzaro in sodalizio con Mario Parentela, e al Museo Civico di Rende (1994).

Il suo lavoro è rivolto alla scrittura visiva e materica. I suoi primi testi scritturali risalgono al 1963-64 e il suo primo libro-opera è del 1965. Le sue opere sono ottenute per passaggi di stratificazione delle scrittura, in cui la parola scritta, più che svelare qualcosa, si fa criptica e misteriosa. Sono materiali come le carte, i giornali, gli spartiti musicali, le mappe geografiche, il polistirolo, la plastica, e più recentemente i cd-rom, a costituire la base per i suoi palinsesti.

Caruso, da artista globale, avverte questa esigenza di assolutezza segnica, non si accontenta più di sfiorare la parola sulla punta della penna o delle dita, ma vuole stringerla come una parte di sé, una sorta di emanazione corporea da immettere nello spazio dell’opera creata.

 

 


 

 

GIANCARLO CAUTERUCCIO

Corpo di luce, 1998

stampa in cibachrome su legno, cm 180x100

 

 

 

 

 

 

GIANCARLO CAUTERUCCIO è nato a Cosenza nel 1956 e vive a Firenze. Regista, scenografo e artista visivo. Fonda Krypton, formazione multimediale che pratica un tipo di teatro-performance incentrato sull’impiego spettacolare del laser e delle tecnologie elettroniche. Ha all’attivo, oltre ad una nutrita attività teatrale, produzioni video e realizzazioni di videoinstallazioni, con annes­sa attività seminariale presso Università italiane e straniere.

Il suo Teatro di Luce, gli ambienti video, le performances sul paesaggio appartengono ad una sperimentazione avviata fin dalla fine degli anni '70. Sue opere sono state presentate nei maggiori teatri italiani e in capitali quali New York, Mosca, Oslo, Berlino.

Negli ultimi anni Cauteruccio sta lavorando sul dialogo tra la parola, il corpo e il luogo.

 

 


 

BRUNO CECCOBELLI

Cerca Carichi, 2002

Tecnica mista, cm 96 x 83

 

 

 

BRUNO CECCOBELLI è nato a Todi nel 1952. Vive e lavora tra Roma e Todi. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, città dove tiene lo sua primo mostra personale, alla galleria Spazio Alternativa nel 1977.

Nel 1980 partecipa alla Biennale de Jeunes di Parigi, nel 1981 espone alla Galleria Ugo Ferranti di Roma, da Yvon Lambert a Parigi e nel 1983 da Salvatore Ala a New York. Espone alla Galleria Gian Enzo Sperone di Roma nel 1984, anno in cui è presente alla Biennale di Venezia nella sezione Aperto e alla Quadriennale di Roma.

Nel 1986 è invitato alla Biennale di Sidney e torna ad esporre alla Biennale di Venezia nella sezione Arte e Alchimia, invitato da Arturo Schwarz che scrive: “Ceccobelli è sempre stato fedele solo ed esclusivamente al proprio mondo interiore (…) Ha saputo, e sa, esprimere questo suo modello interiore in modo inedito e personale, incurante della disputa astrazione-figurazione che riesce anzi a conciliare.”

Nel 1993 gli viene allestita una personale al Museum Centre Saydie Bronfman di Montreal mentre nel 1996 partecipa nuovamente alla Quadriennale di Roma. E’ frequentemente presente in Calabria, dove ha esposto in spazi pubblici e privati.

 


 

FRANCESCO CORREGGIA

Naufragio, 1997

tecnica mista su tela, 130x160

 

 

 

 

 

 

 

FRANCESCO CORREGGIA è nato a Catanzaro nel 1950, ha studiato all’Accademia di Belle Arti Catanzaro dove ha insegnato fino al 1985, anno in cui si è trasferito a Milano per occupare la cattedra di Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Brera.

Viene dall’arte concettuale, dalle installazioni e dalle performances degli anni Settanta e Ottanta. Di quelle esperienze si porta ancora oggi un segno forte nelle autocitazini che compie dentro una pittura sostanzialmente informale e densa di cromatismi. L’uso criptico della parola, scritta in greco antico, aggiunge un checché di evocativo ad una immagine trasfigurata, che si situa in una spazialità agitata, ricca di vapori e di pigmenti, sospesa sull’orlo di un abisso.

Ha esposto alla XLV Biennale di Venenzia (1993) al Palazzo della Permanente di Milano (1994), alla XII Quadriennale di Roma (1996), al Palazzo Reale di Milano (1999).

 

 

 


 

 

UGO D’AMBROSI

Paesaggio con rosso, 1966

tecnica mista su tela di sacco, cm 130x110

 

 

 

 

 

 

 

UGO D’AMBROSI è nato a San Valentino Torio nel 1927 e opera nell’'ambiente napoletano dal 1948 dove ha studiato accostandosi alla storia dell’arte sotto la guida di Vasco Pratolini. Frequenta anche Domenico  Spinosa e Renato Barisani. Nel  1962 si trasferisce a Reggio Calabria, dove insegna prima al Liceo Artistico e successivamente, dal 1982, tecniche dell’incisione presso l'Accademia di Belle Arti. E' di questo periodo la ricerca e l’uso dei materiali poveri e l’attività di incisore. Dopo gli interessi del periodo napoletano per il naturalismo astratto approda nel corso degli anni ad una pittura informale-materica grumosa e densa, nella quale adopera combustioni e materiali extrapittorici.

Sue opere sono nel Museo di Storia dell’arte italiana del '900 a Pieve dì Cento (Bologna) al Museo d’Arte di Turania (Roma), nella Pinacoteca "P. Vannucci" dell'Accademia di Belle Arti di Perugia.

 

 


 

GIULIO DE MITRI

Natura s/cultura, 2004

Massello di legno, multistrato, compensato,

gesso, colle, vernici trasparenti opache,

stampa lambda, plexiglas, corpi illuminanti

Cm 112 x171x30 oltre le cinque lettere

 

 

 

GIULIO DE MITRI è nato a Taranto nel 1952. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Viterbo. Dal 1971 inizia la sua ricerca nel campo della sperimentazione visiva. Si è perfezionato in Metodologia e didattica degli audiovisivi e Principi di Antropologia  visiva all’Università della Calabria.

Già docente di Pedagogia e didattica dell'arte e di Antropologia culturale all'Accademia di Viterbo, e di Metodologie e tecniche del gioco e dell'animazione all'Università Pontificia Salesiana di Roma, è ordinario di Tecniche Pittoriche all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.

In trent’anni di attività ha attraversato diverse esperienze artistiche, dalla pittura  all’assemblage, dall'installazione alle performances, dalla fotografia alle video-installazioni. Ha esposto, fra l’altro, al 38° Premio Michetti di Francavilla  a Mare (1986), a Fire and game of truth alla Warehouse Gallery di Orlando-Philadelphia (1998), alla II Triennale d’Arte Sacra Contemporanea di Lecce (2000), al Goethe Institute, di Porto Alegre (2003) e alla Terza Biennale del Libro d'artista  di Cassino (2003).

Ideatore e fondatore dal 1988 dello spazio per bambini e ragazzi “L’isola della fantasia” a Taranto, si interessa di didattica dell’arte.

 

 


 

CARMINE DI RUGGIERO

Città combusta, 1961

Olio  e tempera su tela, cm 150x150

 

 

 

 

 

 

CARMINE DI RUGGIERO è nato a Napoli nel 1934. Già direttore dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e docente alla cattedra di Pittura, dal 1998 è stato direttore presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli.

Partecipa attivamente alla vita artistica ed espone dal 1932. Nel 1963 vince il Premio "Michetti" e gli viene attribuito il Premio Internazionale per la Pittura alla V Biennale dei Paesi del Mediterraneo ad  Alessandria di Egitto. Nel 1964 è invitato alla Biennale di Venezia.

Sue opere si trovano presso la Galleria d'Arte Moderna di Roma, la Galleria d'Arte Moderna di Spoleto, il Museo Sperimentale d'Arte Contemporanea di Torino, l’Istituto di Storia dell'Arte dell'Università di Pisa, alla Fondazione " Michetti" di Francavilla al Mare, alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, al Museo d'Arte Contemporanea di Chamalieres a Clermont Ferrand, nella Pinacoteca d'Arte Moderna di Sulmona, al Museo di Capodimonte a Napoli. Sue opere figurano, inoltre, in collezioni pubbliche di Napoli (Comune, E.PT., Istituto "Suor Orsola Benincasa") e Roma (RAI).

 

 


 

 

LUIGI DI SARRO

Senza titolo, 1971

tecnica mista su tela, cm 80x60

 

 

 

 

 

 

 

LUIGI DI SARRO è nato a Lamezia Terme (Cz) nel 1941 ed è morto a Roma nel 1979. Dopo essersi laureato in medicina nel 1967 all’Università di Roma si iscrive all'Accademia di Belle arti di Roma dove studia con Emilio Greco, Franco Gentilini, Mino Maccari ed Enrico Crispolti, diplomandosi nel 1972. Nel 1974 ottiene la cattedra di Anatomia Artistica all’Accademia di Belle Arti di Macerata e nel 1978 a quella di Roma. Viaggia in Europa e nel 1971 si reca a New York dove frequenta l’Art Students League perfezionandosi nella tecnica litografica; nel 1975 a Tokio studia la tecnica serigrafica con Shigheo Yamaguchi.

Fin dal 1956  partecipa a numerose mostre; nel 1971 vince la selezione del Premio Internazionale Museo 2000 nel Lussemburgo. La sua prima personale la tiene a Roma nel 1968.

A Trentasette anni muore improvvisamente a causa di un tragico fatale equivoco.

La sua ricerca informata e solitaria si svolge lungo gli anni Sessanta e Settanta e spazia dal disegno alla pittura, dalla scultura all’incisione, dalla fotografia alla performance. Lascia una vasta produzione artistica ed anche una notevole mole di appunti, progetti, aforismi, pensieri e poesie.

Sue opere sono alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e al Museo d’arte Contemporanea di Roma.

 

 

 


 

 

SALVATORE DOMINELLI

Riazano

tecnica mista su tela, cm 135x100

 

 

 

 

 

 

 

SALVATORE DOMINELLI è nato a Serra S. Bruno (VV) nel  1954. Vive a  Roma dove ha studiato all’Accademia di Belle Arti.  Nel 1991 espone a "Dugento" all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco in California. Nel 1985 è invitato a "Futura. Una nuovissima generazione nell’arte italiana” alla Fortezza Medicea di Siena; nel 1986 espone a "8 Proposte 8" all’Expoarte di Bari; nel 1991 alla Sala 1 di Roma; nel 1993 alla Galleria dei Banchi Nuovi di  Roma. Nel 1996 viene invitato alla Quadriennale di Roma.   

“La pittura di Dominelli – scrive Enzo Santese - è un sapiente dosaggio di mestiere antico - recuperato attraverso uno studio meticoloso - e di poetica dislocazione delle trasparenze che fanno vibrare un mondo aperto sulla visione della storia personale dell’autore. Gli elementi figurali giacciono sulla soglia di una riconoscibilità a volte appena accennata, grazie a pochi tratti disposti con un repertorio gestuale rispondente a una precisa strategia operativa. La costruzione dell'immagine si fonda su moduli (la mezza luna, la finestra) che ritornano a occupare una funzione di corpi sospesi nel magma di una sensibilità multiforme, mentre la velatura induce l'occhio all'attraversamento di profondità costruite su levità cromatiche di intonazione calda”.

 

 

 

 


 

TONI FERRO

Quo Vadis, 2001

oggetto-insieme (con elementi di marmo,

vetro, cristallo, ossidiana, ceramica, ferro)

 

 

 

 

 

 

 

 

TONI FERRO è nato a Napoli nel 1936 ed è morto a Catanzaro nel 2004. Si è formato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ha frequentato il corso di Scenografia. Nel 1973 si trasferisce in Calabria ad insegnare scenografia all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, di cui è stato  direttore dal 1983 fino al 1998. Ha tenuto seminari di studio alla facoltà delle Arti della Rhode lsland of Design a Providence negli Stati Uniti. Dal 1969 opera nel campo della scenografia (ha lavorato con Eduardo De Filippo e Vittorio Viviani) e del teatro (tra l'altro “Sipario” con Julian Beck, Napoli, 1969; “Comportamentale e Antropologica” al Centro Gorge Pompidou di Parigi.  E del 1986 il suo progetto “Una torre elettronica per la pace nel mondo”, Catanzaro. Scenografo, artista antropologico, “esploratore poetico”. “La ricerca artistica di Ferro – scrive Mauro Minervino - si nutre di questa matrice di globalità originaria che scaturisce proprio dalla cultura popolare e dai suoi segni gravidi di memoria e di senso”.

 

 

 

 


 

 

FRANCO FLACCAVENTO

Il canto di sole, 1989

tecnica mista su tela, cm 140x140

 

 

 

 

 

 

 

FRANCO FLACCAVENTO è nato a Comiso (Rg) nel 1945, risiede a Cosenza dagli anni Settanta. Il suo itinerario artistico attraversa la neo e postavanguardia. Ha vissuto la stagione dell’impegno politico e ne ha raccolto il senso morale. Negli anni Ottanta, in rapporto di collaborazione con poeti e musicisti, produce l’esperienza interdisciplinare “Quadri per una esposizione” al Teatro Rendano di Cosenza. 

Nel 1999 espone al  Columbus  Center di Toronto e nel 2000 alla  Gallery 7  sempre di Toronto.   C’è nell’arte di Flaccavento l’atteggiamento di chi ricerca la profonda sapienza della natura piuttosto che il racconto trasfigurato del vissuto. Negli anni più recenti la riflessione è tesa a ripensare l’opera in termini di processo referenziale dei continui spostamenti di senso, in un nostalgico vagheggiamento di una condizione aurorale del mondo.                                                                   

 

 


 

FRANCOMA’

Il grande prato dei centauri, 1982

olio su tavola, cm 150x250

 

 

 

 

 

FRANCOMÀ (il cui vero nome è Franco Magli) è nato a Rende (Cs) nel 1945; vive ed opera a  San Lucido, sul tirreno cosentino. Proveniente da una famiglia di artisti, negli anni ‘70 conduce alcune esperienze su poetiche, materiali  e comportamenti delle avanguardie storiche e delle avanguardie degli anni ‘60, per rivolgersi a quel Nuovo Espressionismo conseguente all’avvento della transavanguardia e del postmoderno, che interpreta con forti accenti mediterranei: da un periodo volutamente kitsch (1979 - 1981) passa ad una pittura neo-fauve dominata dalla gestualità e dai riferimenti mitologici  ( 1982 - 1984 ) per approdare ad una sintesi progressiva delle figure a favore della complanarità ( 1985 - 1994 ) e del segno inciso  ( 1995 - 2001 ). 

Come performer, nella metà degli anni ‘80, ha eseguito interventi di body-art ed alcuni video per la RAI . “Il grande prato dei centauri” si riferisce ad un luogo onirico, dove albergano le  visioni inconsce e le proprie fantasie. L’artista  immagina un mondo capovolto dove i pesci abitano nel cielo: ma i centauri, simbolo di una umanità trasformata dall’immaginazione, andranno sempre a caccia dei propri sogni.

 


 

GIUSEPPE GALLO

Candida

olio su tela, 160x116

 

 

 

 

 

GIUSEPPE GALLO è nato a Rogliano (Cs) nel 1954; vive a Roma e a Massa Martana (Pg). Lasciata la Calabria nel 1976, nel 1983 dà vita assieme ad altri artisti italiani al gruppo romano di San Lorenzo, presentato da Achille Bonito Oliva in “Atelier”, all’ex pastificio Cerere.

In pieno clima di ritorno alla pittura conseguente alla Transavanguardia, vengono riproposti i valori espressivi ed evocativi della pittura, delineando una prospettiva di attraversamento delle poetiche della modernità, fuori da schemi e da categorie come quelle di astratto e figurativo.

Nell’’85 è invitato alla Biennale di Parigi e l’anno dopo a quella di Venezia ed espone regolarmente alla Galleria Sperone di Roma e alla Sperone Westwater di New York. E’ presente negli anni Novanta alla XLIV Biennale di Venezia (1990), alla L.A Louver a Los Angeles (1990 e 1993), all’ARCO di Madrid (1991), al Museum Moderner Kunst di Vienna (1991), alla Gian Ferrari di Milano (1991), alla Galleria Di Meo di Parigi (1992), al Museo della rivoluzione di Pechino (1993), alla Gallerie Triebold di Basilea (1997), alla XIII Quadriennale di Roma (1999) e al Palazzo delle Esposizioni di Roma (2000).  Due sue opere sono al Museum of Modern Art di New York. E’ del 2001 la grande mostra retrospettiva al Centro “A. Capizzano” di Rende, curata da Achille Bonito Oliva.

 

 


 

ALEJANDRO GARCIA

Gato loco, 1999

Tecnica mista su tela, cm 100x129

 

 

 

 

ALEJANDRO GARCÌA è nato a Città dell’Havana nel 1974. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti “San Alejandro” ha insegnato pittura al Centro Sperimentale delle Arti Visive José A. Diaz Pelàez di Città dell’Havana (1994-95) e Pittura Sperimentale alla Facoltà di Arti e Lettere dell’Università delle Ande a Merida in Venezuela (1996-97).

Fra il 1994 e il 1999 espone a l’Havana, in Venezuela, Portogallo, Colombia. Dal 2000 vive per lunghi periodi in Italia a Catanzaro. Nel 2000 espone al Centro  “Luigi Di Sarro” a Roma e alla Galleria Ar&s di Catanzaro, nel 2002 alla Jadite Galleries di New York, nel 2004 al Centro Arte Musica e Spettacolo dell’Università della Calabria.

La sua opera si avvicina, in chiave esotica, al graffitiamo urbano e si fa interprete del sentimento e della cultura degli habaneros; una forte gestualità ed un’aggressività cromatica danno corpo ad una pittura emotiva ed elementare che recupera valenze etniche in un simbolismo esuberante.

 

 

 


 

 

FRANCESCO GUERRIERI

Ritmo B 2, 1964

acrilico e fili di nylon  cm 100 x 120

 

 

 

 

 

FRANCESCO GUERRIERI è nato a Borgia (CZ) nel 1931, arriva a Roma nel 1939. Entra subito in contatto con gli artisti del tempo: Giancarlo Galante, Francesco Trombadori, Carlo Levi e soprattutto lo scultore Ercole Drei, di cui sposerà la figlia Lia, anche lei pittrice.

Ma le prime affermazioni di Guerrieri sono degli Anni Sessanta con il Gruppo 63 e poi con lo Sperimentale P. (che sta per Sperimentale Puro), una sorta di “laboratorio”, che partendo da una dichiarazione di poetica sulla percezione visiva e sull’arte astratta, si impone all’attenzione di critici brillanti come Palma Bucarelli, Nello Ponente, Giulio Carlo Argan, Filiberto Menna, Corrado Maltese, Giorgio De Marchis, Germano Celant. Mentre imperversa la Dolce Vita e dall’America arriva la Pop Art, Guerrieri rappresenta l’“altra” faccia della ricerca artistica di quegli anni. Predica la necessità di un’arte basata sulla percezione, applica la psicologia della forma (la gestalt), costruisce strutture primarie, studia il linguaggio visivo. E’ il 1964 quando  viene pubblicato “Quaderno 1964”  con la dichiarazione di Sperimentale P.

“Trovo molto chiara e costruttiva la dichiarazione di poetica. – scriveva allora Argan – Il fatto importante è che, oggi, l’artista non si sente più uno che vede le cose da un suo punto di vista e comunica agli altri questa sua singolare scoperta. L’artista è uno che vede ‘meglio’ perché conosce le strutture e le tecniche della percezione.”

 

 

 


 

 

LUIGI MAGLI

Il giardino prima del freddo, 1986

olio su tela, cm 250x210

 

 

 

 

 

LUIGI MAGLI è nato a Rende nel 1953, ma vive e opera a Cosenza. E’ titolare della cattedra di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e da anni manifesta il suo impegno intellettuale in direzione di una conciliazione tra le proprie radici culturali e le istanze della ricerca contemporanea.

Negli anni Ottanta ha svolto un’intensa attività artistica in Italia e all’estero con significative presenze in importanti rassegne a Basilea, Madrid, Zurigo, Graz, Roma, Bologna, Napoli. Il suo lavoro, apprezzato dalla migliore critica nazionale, è stato nel 1986 oggetto di un documentario televisivo della Rai. Nello stesso anno ha eseguito un importante ciclo pittorico nel Palazzo Municipale di Rende.

Nella sua pittura densa, angosciosamente gestuale, in cui aleggia la “bellezza, l’eternità e la morte, il movimento, la passione e il trascorrere del tempo” (W. Skreiner), le linee della ricerca si sono sviluppate nella direzione di un “personale espressionismo” (E. Crispolti), che “è anche rivisitazione delle radici dell’arte moderna” (F. Menna).

Quella di Magli  è una formazione complessa: non è solo quella di un pittore che guarda e che vive l’esperienza della pittura, ma il suo rapporto con l’arte è di tipo più ampio. I riflessi e i contributi del suo lavoro d’intellettuale sono estremamente articolati e stimolanti. E’ un viaggio all’origine dei linguaggi dell’arte, non in senso generale, ma ricerca di un suo linguaggio particolarissimo.      

 

 

 


 

 

LUIGI MALICE

Annunciazione, 1981

tecnica mista su multistrato, cm 180x220

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LUIGI MALICE è nato a Napoli nel 1937. In questa città si forma sotto la guida di Emilio Notte  e sotto l’influenza determinante di  Domenico Spinosa. Partito in pittura da esperienze figurative di matrice espressionista alla fine degli anni '50, si accosta sin dai primi anni sessanta all' informale materico. Dal 1963  si trasferisce in Calabria - dove tuttora lavora come pittore e  docente di ruolo presso l'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, di cui ha ricoperto la carica di Direttore, ininterrottamente dal 1984 al 1989.

L’irruenta e comunicativa vis cromatica della sua pittura neo-informale conferisce alle sue  opere una inconfondibile ebbrezza cromatica in cui l'astrattismo cela in realtà un "essenziale" naturalismo che evoca tutta la  solarità  mediterranea.  Tra le sue più significative personali sono da ricordare quella svoltasi a Palazzo Reale di Napoli nel dicembre 1992 e l'antologica di Reggio Calabria.

 

 


 

MARLIS NUSSBAUMER

Colonna 7, 1985

Fibra di cocco annodata, cm 270x29x40

Pietra 3, 2000

Fibra di cocco annodata, cm 35x70x110

 

 

 

MARLIS NUSSBAUMER è nata a Buron, in Svizzera nel 1936. Vive a Basilea con regolari soggiorni in Calabria. Ha frequentato l’Accademia per le arti applicate di Basilea. Artista di grande sensibilità, si appassiona alle tessiture, agli arazzi, ai telai, conducendo una ricerca sull’intreccio delle corde e lavorando da oltre  trenta anni con canapi di cocco.

In Norvegia studia le gomene annodate, che servono da cuscinetto fra una imbarcazione e l’altra. Questa massa compatta di corde, dure e flessibili allo stesso tempo, l’affascina.

Il suo lavoro si sviluppa dal concetto originario della “Tapisserie”, idea base dei suoi lavori nello spazio realizzati negli anni ‘60. Per creare sculture di grandi dimensioni si serve di una tecnica particolare di annodamenti. Da un lato la creazione di una forma rigida, statica, dall’altra un materiale duttile, flessibile come la fibra. Tecnica, forma e contenuto, nella sua opera, sono intrecciati costantemente.

“Due polarità caratterizzano il lavoro di Marlis - scrive Peter Weiermair - una è la forma viva ed organica rafforzata dalla organicità del materiale, la fibra di cocco (…) l’altra è il comportamento costruttivistico, l’effetto dei nodi e la lettura dell’intero lavoro che si potrebbe quasi definire la sintassi del suo linguaggio.”

 

 

 


 

PAOLO PANCARI DORIA

Il sogno di donn’Angelina, 1992

tecnica mista, cm 140x33x33  

 

 

 

 

 

 

PAOLO PANCARI DORIA è nato a Catanzaro nel 1950. Si è formato nella locale Accademia di Belle Arti, dove attualmente è docente di Decorazione;  vive e lavora tra la città e Squillace.

I primi anni dell’attività artistica di Pancari sono caratterizzati dall’avventura informale. L’attuale produzione si basa sulla rappresentazione mitica del pensiero per immagini, di un presente letto attraverso il passato. Il mito, il rituale, il magico assurgono a nuovi protagonisti della creazione poetica. 

 

 

 


 

 

 

ROCCO PANGARO

 

Maschera, 1982

 

tecnica mista su tela, cm 210x200

 

 

 

 

 

 

 

 

ROCCO PANGARO è nato a Rose (Cs) nel 1950. Vive ed opera a Rende (Cs).  Ha compiuto gli studi presso il Liceo Artistico di Catanzaro e successivamente all'Accademia di Belle Arti della stessa città dove è stato allievo di Carmine Di Ruggiero. E' titolare della Cattedra di Anatomia Artistica dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, dove dal novembre '98 ricopre la carica di Direttore. Si occupa di sperimentazione artistica fin dagli anni ' 70. E’ presente in tutte le rassegne che negli anni Ottanta documentano la situazione artistica in Calabria.

E’ del 1985 la sua personale al Centro “Di Sarro” di Roma. Nel 1986 è invitato alla XI Quadriennale d’arte romana;  nel 1987 partecipa alla rassegna "Mare Nostrum" al Castello Aragonese di Taranto; nel 1991 all’"Expo Tevere. Presenze artistiche nella Calabria del Duemila” a Roma; nel 1992 interviene a "Dalla Transavanguardia alla Superarte" presso l’Accademia di Belle Arti Catanzaro; nel 2000 espone a "International Cultural Projet", Calabria-Australia 2000.

La ricerca di Pangaro si sviluppa in direzione degli specchi, sempre più raffinati e sempre più frantumati: Ogni scheggia è un frammento d’infinito, che può riflettere e contenere ogni cosa. In quel brandello di lucentezza è racchiusa una “piccola” compiutezza, una parte per il tutto, un riverbero d’assoluto.

 

 

 

 


 

MARIO PARENTELA

Senza titolo, 1988

olio su tela, 160x320

 

 

 

 

 

 

MARIO PARENTELA è nato nel 1942  a Catanzaro dove risiede. Dopo un esordio come pittore si avvicina a partire dal 1971 alla poesia visiva, in un’area di ricerca al confine fra pittura e scrittura, usando sia parole che immagini. Nel ‘75 le sue operazioni utilizzano il manifesto murale e si avvicinano alla multimedialità (film d’artista, performances, libri-oggetto). Nel '78 è a Palazzo Strozzi di Firenze nella mostra "Il piccolo scrivano" e nell' '86 al Museo Pignatelli di Napoli nella rassegna "Riviste sperimentali a Napoli 1960/70". E invitato alla rassegna “Far Libro” (Forte Belvedere, Firenze 1989). È del 99 la partecipazione a "Il libro d'artista in Italia 1960 - 1998" alla Galleria d'arte moderna di Torino. Le opere  di Parentela hanno il loro valore visivo riconducibile sempre alla gestualità del segno, il quale trasmette una sorta di energia impalpabile disciplinata da un ritmo che aspira all’ordine in un universo dominato dal caos.

 


 

PIETRO PERRONE

Bianco lindura, 1999

olio su tela, cm. 100x70

 

 

 

 

 

 

 

 

PIETRO PERRONE è nato a Diamante (Cs) nel 1956. Vive e opera a Maccarese Fiumicino vicino Roma. Ha completatoi gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1986 è invitato a “Futura. Una nuovissima generazione nell’arte italiana” alla Fortezza Medicea di Siena; nel 1987 allestisce una sua personale  alla Galleria L’aire du Verseau a Parigi ed espone all’Arco di Rab a Roma.

“Perrone – scrive Achille Bonito Oliva – arriva alle sue calme stesure mediante l’applicazione di un doppio metodo, che non insiste su una progettualità fredda semmai su di una fondata sull’azione sistematica  di gesti metodici e mai ripetitivi. Questo non è una contraddizione, semmai un arricchimento del processo creativo. Infatti le forme sono sempre diverse tra loro, non soltanto nell’impianto m anche nel risultato. Una costante accompagna dette forme, una calma tensione distendersi sulla superficie e ad accennare un movimento verso i bordi. Questo significa la necessità di creare una dialettica tra il dentro e il fuori dell’opera”.

 

 


 

TARCISIO PINGITORE

Ciao Tarcisio! 1979

calco in plastica, cm 12x22x15

 

 

 

 

 

 

TARCISO PINGITORE è nato a Luzzi (CS) nel 1952 dove risiede. Artista di temperamento riflessivo, riversa nelle sue opere la forte  tensione mentale che sempre lo sostiene.  Non sfuggono alle sue riflessioni sull’arte (Pingitore si interessa anche di critica d’arte) le esperienze internazionali coeve ai suoi esordi. Sono gli anni della Pop art, dell’arte Povera, del Concettuale assimilati e filtrati da una personale cifra estetico-sociologica che è lo “scarto” su cui si fondano molte sue interessanti opere.

Partecipa nell’ 80 alla mostra “ Dis/ Ambient/ Action-3” all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Espone  nel 1980 al Centro Vidicon di Milano nella mostra “ Cronaca: lo spazio sot-tratto”; nel 1981 “Cinque anni di ricerca informale in Calabria, Badia forense, San Giovanni in Fiore (CS). Nel 1983 “L’erranza poetica” Concrega di S. Maria Maggiore, Taverna, (CZ). Nel 1988 personale alla Galleria d’Arte “Gruppo” 10, Roma. Personale nel 1990 “Come Arte” Museo nazionale della Scienza e della Tecnica, Milano.  1991 Im-magìa , personale alla Juliets’ Room Galleria d’Arte Trieste. Nel 1994 “ Arte Fiera” , New York.  Nel 1997 “Nel segno del dono” ,

Castello Svevo, Cosenza. Nel 2000 “Documentary” Centre of Contemporary Art, Bayswater ( Australia). Nel 2002 personale al Centro “ Di Sarro” di Roma.

 

 

 


 

ALFREDO PIRRI

Ratto d’Europa, 1996

acquerello e china su carta, cm 200x135

 

 

 

 

 

 

 

 

ALFREDO PIRRI è nato a Cosenza nel 1957, vive e lavora a Roma, dove si è diplomato all’Accademia di Belle Arti. Ha esposto alla XLII Biennale di Venezia, Aperto 1988; Minimalia, PS1, New York, 1999; “Via d’Ombra” a Villa Medici, Roma, 2000; Biennale d’arte contemporanea de l’Havane, 2001.

Ha tenuto personali alla Fortezza da Basso di Firenze (1988), alla Galeria Benet Costa di Barcellona (1990), alla Galleria Tucci Russo di Torino (1990, 1992, 1996-97) a Volume! Di Roma (1997-98), al Palazzo delle Papesse di Siena (1999), alla Galerie Michel Rein di Parigi (2001) e a Ore d’aria di Roma (2004).

Ha insegnato presso la “Bezalel Academy” di Gerusalemme (Israele) e l’Accademia di Belle Arti di Lione (Francia).

Il “Ratto d’Europa” fa parte di una serie di sei tavole che compongono il progetto per la scultura in rame brunito collocata a Torre Pellice, Torino. Esposta nella mostra “Pax” alla Galleria Tucci Russo di Torino (nov. 1996 – mar. 1997) l’opera vuole “offrire tanti punti di vista quanti sono i possibili spostamenti di un corpo nello spazio, senza gerarchie fra essi” ad “abbattere la linea verticale puntata contro il cielo, come un dito che di volta in volta indica o accusa”.

 

 


 

 

 

ANTONIO PUIJA VENEZIANO

 

Grande tempo grave, 1994

tecnica mista su tela  cm  160 x 200 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANTONIO PUIJA VENEZIANO è nato Monterosso Calabro (Cz) nel 1953, vive e opera a Lamezia Terme. Sin dalle prime esperienze artistiche la sua attenzione è rivolta all’astrattismo segnico e gestuale a cui anche la fisicità della materia si piega, smaterializzandosi in tracce  calligrafiche dal forte potere evocativo. Attento ricercatore di linguaggi giocati  sull’abolizione dello scarto che separa l’immagine dalla realtà, Pujia approfondisce la sua ricerca, che si rivela sempre più attratta dalle magiche atmosfere.

Fra le mostre ricordiamo: “Senza Titolo” al Centro Di Sarro, Roma e “La costellazione del Centauro” all’Expo Arte di Bari nel 1987; “Scribble. Alle origini del segno” al Chiostro di S. Domenico a Lamezia Terme; “Le vie dell’astrazione” ancora all’Expo Arte di Bari nel 1989; “Protosegni” allo Studio Veder di Milano del 1990; “Pantareismo” al Club D’Ars di Milano nel 1991; “Il Cielo della Pittura” allo Spazio 92 di Milano nel 1992. Nel 1994 partecipa  a “360 E-venti” presso la Galleria Pino Molica a Roma e New York ed è invitato alla rassegna “You Get What You See” che fa tappa a Spoleto, Roma e Campobasso. Nel 1992 ottiene la borsa di studio "Progetto Civitella d'Agliano" (VT), prendendo parte al Simposio Internazionale riservato ad artisti europei. Alla fine degli anni Novanta fonda a Lamezia Terme il centro Aleph Arte.

 

 


 

ANNA ROMANELLO

Le soleil couchant embrasse l’horizon, 1996

tecnica mista su zinco, cm. 150x125

 

 

 

 

 

 

 

 

ANNA ROMANELLO è nata a Corigliano Calabro (Cs)  nel 1950, vive e lavora tra Roma e Parigi. Nel 1972 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e nel 1975 si trasferisce a Parigi dove frequenta l’Accademia di Belle Arti l’Atelier 17 di S.W. Hayter. Ritorna a Roma nel 1978 e lavora alla Calcografia Nazionale. Dal 1987 è docente alla Cattedra di Incisione dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, prima di passare sulla stessa cattedra all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove tuttora insegna. Ha esposto all’University of Georgia di Altanta nel 1978, al Centro George Pompidou di Parigi nel 1983, alla Biennale internazionale della grafica di Lubiana nel 1995, alla Fortezza del Belvedere di Firenze nel 1989.

Ha realizzato anche libri d’artista, installazioni, performance dove viene privilegiato il materiale cartaceo. Anche in pittura si avverte la sua predilezione per questo materiale e la sua vocazione per l’incisione. L’impiego di lastre di zinco graffiate ed incise assieme alla carta stampata con diverse morsure e tecniche calcografiche conferisce alla sue opere un carattere di  corporeità leggera  anche se di forte impatto cromatico.

 

 

 


 

 

 

MIMMO ROTELLA

 

E rosso, 1957

 

décollage, cm 37x24

 

 

 

 

 

 

 

MIMMO ROTELLA è nato a Catanzaro nel 1918; vive e lavora a Milano. Dopo essersi stabilito a Roma nel 1945, si è indirizzato verso un’arte sperimentale, che lo ha portato a rivoluzionare, al pari di Fontana, Burri e Manzoni,  i linguaggi artistici del dopoguerra.

Dopo una fase di riflessione sulla necessità di utilizzare nuovi linguaggi, inventa la tecnica del décollage, caratterizzata dallo strappo di manifesti pubblicitari e riportati sulla tela. Ai décollages e retro d’affiche (1954-64), seguono gli artypo e la Mec Art (1963-73), i blanks (1980-82) e le sovrapitture (1986-99).

Nel 1961 aderisce, su invito del critico francese Pierre Restany, al gruppo dei Nouveaux Réalistes, che teorizza il realismo urbano legato alla pubblicità e alle immagini dei media.

Ha partecipato ad importanti rassegne nazionali ed internazionali esponendo al Museum of Modern Art di New York, al Centro George Pompidou di Parigi,  alla Royal Academy of Arts di Londra, al Guggenheim Museum di New York e a numerose edizioni della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma.

In “E rosso” del 1957, Rotella adopera un lembo dello stesso manifesto ripreso nel 1962 per “La Tigre”, opera famosissima. Anche il titolo di questo dècollage suona come citazione e gioco di parole della scritta “Heros”, che troneggia sotto l’immagine del felino.

 

 

 


 

 

SERGIO RUFFOLO

La corsa, 1975

acrilico su tela, cm. 90x100

 

 

 

 

 

 

SERGIO RUFFOLO (Cosenza 1916 - 1989). Affermato  grafico pubblicitario ed editoriale, crea e progetta innovative griglie tipografiche per le testate dei più importanti quotidiani e periodici. Le ristrutturazioni grafiche studiate e proposte da Ruffolo hanno dato un incisivo contributo d’innovazione tale da incidere positivamente nell’aumento di tiratura del giornale. 

Dal 1955 al 1960 cura importanti campagne pubblicitarie per la RAI, per l’AGIP.  Crea marchi e logotipi per Società ed Enti. Particolare rilievo acquista la creazione di originali carte da gioco per collezionisti e promozionali.  Dagli anni ’70 in poi  idea e realizza campagne pubblicitarie per partiti, per la sicurezza stradale e per banche. Ha creato numerose sigle di presentazione  dei programmi televisivi. I suoi interessi non si limitano al campo grafico e progettuale, ma si estendono ai diversi modi di espressione: dalla pittura alla scultura, alla ceramica ai gioielli.

La sua pittura, gradevole e accattivante, ha origine nel linguaggio futurista, con riferimenti alla pittura colta e di citazione. I temi privilegiati da Ruffolo sono le rivisitazioni storiche del Rinascimento, i gufi, cervelli e stilemi. I suoi lavori sono conservati negli archivi storici della pubblicità e in collezioni private.

 

 

 


 

 

GIOVAMBATTISTA SALATINO

Giocatori di bowling con pattini, 1981

tecnica mista su tela, cm 142x227

 

 

 

 

 

 

 

GIOVAMBATTISTA SALATINO è nato a Pedace (Cs) nel 1939 ed è morto a Roma nel 1998. Ha avuta una svolta importante nella sua formazio­ne artistica, quando nel ‘68 l'incontro con Emilio Vedova alla Sommer Akademie di Salisburgo lo avvia alla ricerca astratto-concreta. Da allora ha rivolto i suoi interessi ad una figurazione trascurata che si addentra nei motivi urbani, negli aspetti della quoti­dianità colti nell’immagine del metrò, di una pattinatrice o di un giocatore di bowling.

 “E’ raro oggi - scrive Antonio Del Guercio nella motivazione dei Segnalati Bolaffi ‘80 - il tipo di stravolgimento critico-visiona­rio che Salatino insegue in una tenace ricerca: e che si affida non ad acutezze iconografiche, post-dechirichiane o post­surrealistiche, ma che piuttosto interviene sottilmente dentro la normale apparenza d’una dimessa ferialità urbana. Dentro, cioè, torcendone le torme, muovendole ri­spetto ai loro assi secondo strane e aber­ranti prospettive che ne rivelano, dietro la normalità, una stranezza celata, un valore d’irruzione, quasi un trasalimento  as­sieme al proprio stupore, d’una ironia leg­germente amara che, anch'essa, non è troppo consueta nella pittura di questi anni”.

 

 

 


 

 

 

NUNZIO SOLENDO

 

Al servizio della produzione – ritratto, 1965

 

tecnica mista su tela, cm 130x90

 

 

 

 

 

 

 

 

NUNZIO SOLENDO è nato a Reggio Calabria nel 1937. Vive a Roma dove opera come pittore, incisore progettista e docente di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti.  Negli anni Sessanta  si indirizza ad una pittura di impegno sociale e di reportage urbano, dando vita a quel filone della Nuova Figurazione fatto di forme realistiche rivisitate in chiave fantastica. Descrive la città capitolina, i suoi monumenti, le icone del realismo urbano in una pittura sempre più ipperealista dai toni levigati che denuncia la crisi della città. Negli anni Ottanta Solendo si inserisce nel vivo delle problematiche artistiche della post-modernità in un rimescolamento dell'antico con il  moder­no.

Nel 1961 e nel 1974 espone al Musée d’Art Moderne di Parigi, nel 1965 al Palazzo delle Esposizioni di Roma, nel 1970 al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, nel 1986 alla Quadriennale di Roma, nel 1988 a Palazzo Strozzi di Firenze, nel 2003 al MACRO di Roma

 

 

 


 

 

GIULIO TELARICO

Luce-ombra, 2004

acrilico su carta a rilievo rintelata, cm 110x160

 

 

 

 

 

 

 

 

GIULIO TELARICO è nato a Cosenza il 1949. A partire dagli anni Ottanta l'attenzione al dettaglio si focalizza sugli elementi decorativi., attraverso una gestualità libera e controllata,  che porta ad una stilizzazione segnica. Con gli anni Novanta, la sua produzione di carte, tele e legni, sviluppa il rapporto tra decorazione e pittura  facendosi  meditazione sul segno, sul gesto, sul colore e sulle forme. L’attenzione macroscopica per il particolare si evolve verso grandi segni primari che campeggiano, assieme a immagini assunte dal quotidiano, su grandi superfici monocromatiche  dalle tinte accese.

Ha esposto  al  Palazzetto dell'Arte di Foggia nel 1986, al Castello Aragonese di Taranto e alla Promotrice di Belle Arti di Napoli nel 1987 e al Premio Michetti di Francavilla a Mare nel 1990.  Ha partecipato a Moto a Luogo a Rende nel 1995, alla 3° Triennale d’Arte Sacra Contemporanea a Lecce il 2003 (premiato), a Rosa Marina al Museo DAC di Diamante nel 2004.

Tra le Mostre Personali si ricordano quella del 1996 al Museo Civico di Rende e quella del 1998 alla Casa delle Culture di Cosenza.

Del suo lavoro si occupa il programma realizzato dalla RAI “La Periferia Sperimentale” (1986)

 

 


 

 

FRANCO TOSCANO

Il Risveglio delle Erinni, 1969

olio su tela, cm 140x200

 

 

 

 

 

 

FRANCO TOSCANO è nato Cosenza nel 1933 dove vive. Ha esposto a partire dal 1959 in rassegne nazionali ed internazionali, quali  Le Salon des Nations a Parigi, nel 1982; il Cultur Day, nella ricorrenza del V Centenario della Nascita di Raffaello Sanzio, a Tokyo nel 1983; al S.E.A / Salone del Disegno e della Grafica italiana contemporanea di Hong Kong, nel  1986.

La sua pittura si colloca – come gli scrive  Andy Warhol - nell’ambito dell’ “European movement of the New Image”; partendo da Matisse e Picasso Toscano costruisce immagini deformate in chiave postmoderna, affrontando temi di denuncia sociale con spirito graffiante e garbata ironia. 

Il Risveglio delle Erinni è un'invocazione alle Erinni, o Furie, divinità greche protettrici dei diritti e dell’ordine della famiglia, perché si sveglino dal lungo letargo risorgendo dal sottosuolo dove l'uomo da tempo le ha relegate, insorgendo in difesa dell'Umanità sofferente, contro ogni guerra e contro le Forze del Male nella realtà odierna.

 

 

 


 

 

 

ALDO TURCHIARO

 

Planando, 1978

 

olio su tela, cm. 80x90

 

 

 

 

 

 

 

 

ALDO TURCHIARO è nato nel 1929 a Celico (Cs); nel 1950 a Roma incontra Renato Guttuso, col quale instaura un’amicizia ed una frequentazione assidua: ne derivano opere neorealiste, con figure contadine, ma anche animali domestici. Tra il 1956 e il 1958 i temi predominanti sono girasoli, paesaggi del sud, figure sul tram. Negli anni successivi predilige il tema del rapporto conflittuale fra natura e tecnologia e verso la fine degli anni Sessanta guarda con interesse alla pittura di Léger.Il 1955 partecipa alla Quadriennale di Roma, che lo vedrà presente anche nelle edizioni dal  1960 al 1965. E’ del 1978 la sala personale alla Biennale Internazionale di Venezia. Ha insegnato pittura presso le Accademie di Belle Arti di Firenze, Milano e Roma.

 


 

ANTONIO VIOLETTA

Polonio, 1983

Terracotta, legno, grafite, cm 100x100x100

 

 

 

 

ANTONIO VIOLETTA è nato nel 1953 a Crotone, vive e lavora a Bologna, dove insegna all’Accademia di Belle Arti. È con la mostra da Francoise Lambert a Milano, nel 1980, che si afferma a livello nazionale. Nel 1982, su invito di Germano Celant, espone a Documenta 7 di Kassell.  Il 1986 è una nuova data fondamentale per l’artista che partecipa alla XLII Biennale di Venezia, subito dopo è alla Quadriennale di Roma.

La ricerca di Violetta si muove fra studio degli elementi nello spazio e una riflessione sulla dinamicità della materia. Realizza opere in terracotta, legno, ferro utilizzando anche grafite, antirombo e luce di vapori di sodio. Sono Pagine graffite, minimali, primarie. Installazioni  di forte impatto espressivo che generano ritmi tormentati.

Dopo questa fase concettuale l’artista approda negli ultimi anni, ad una scultura realistica e straniata. Dal 1994 si apre a nuove visioni di una realtà quotidiana, ad una nuova dimensione espressiva fatta di  attese e di silenziosi dialoghi di un’umanità angosciata ed assente.   

 


 

FIORENZO ZAFFINA

4CDR , 1999

Scavo su poliuretano espanso

cd-rom, colori fluorescenti, cm 201,5x100x10

 

 

 

 

FIORENZO ZAFFINA è nato a Lamezia Terme. Frequenta il Liceo Artistico prima a Reggio Calabria, poi a Roma ed infine consegue il diploma a Catanzaro. Dopo è di nuovo a Roma. S’iscrive alla facoltà di Architettura ma allo stesso tempo intraprende l’attività giornalistica. Lavora all’ "Unità" come grafico. Per circa due anni è cronista e va a scavare nel sottosuolo della capitale. Torna a fare il grafico, continua gli studi universitari, s’iscrive all’Accademia di Belle Arti e frequenta la Scuola Libera del nudo.

Infine approda all’Espresso. Disegna le copertine del settimanale per molti anni prima di passare all’edizione on line. Il  suo lavoro creativo ha perciò un’appendice nello studio situato nel cuore di San Lorenzo. Qui assembla oggetti, lattine, tubi, residui meccanici. Incomincia a metà degli anni Novanta a scavare nei muri, a fare opere-installazioni con queste “ferite” nell’intonaco. Nel 1995 realizza “I nuovi mostri” in un muro dei giardini di Bomarzo, nel 1996 scava “Fiore di muro” nella galleria “L’Attico” di Fabio Sargentini a Roma.  Vengono poi “Skreek” a Officina Italia a Cesena e  nel 1999 “Inondazioni” alla Galleria Comunale d’arte Moderna e Contemporanea di Roma. Infine nel 2000 a Catanzaro l’intervento in una piazza e la grande mostra al San Giovanni.

 

 


 


 

 

 

 

 

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