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Arte in Calabria  1960 - 2000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I beni artistici  e le strutture culturali sono sempre stati un fiore all’occhiello di Rende, che con le sue chiese, i suoi palazzi, i suoi musei, l’università e le scuole è diventata un modello di rispetto della tradizione e di sostegno  della modernità.  L’azione culturale è stata considerata primaria nella politica d’intervento e nella gestione della cosa pubblica, perché i diritti dei cittadini non si fermano al solo benessere materiale, ma investono tutta la sfera spirituale e riguardano anche la sfera immateriale come il sapere, l’arte, la musica, la poesia.

Rende ha sempre guardato lontano pensando di poter essere un laboratorio di idee e di realizzazioni per una Calabria non più rassegnata, ma capace di progettare il proprio futuro. Siamo così entrati nel Terzo Millennio forti di un’esperienza maturata negli anni, col buon governo della città, con il coraggio di osare sempre di più, a partire dall’urbanistica, ai servizi sociali, al diritto allo studio, all’assistenza morale, ai bisogni religiosi e alla domanda di cultura. Abbiamo realizzato ciò che era impensabile altrove, dimostrando che si può dare concreta attuazione a tanti progetti ambiziosi.

Quando è nato il Centro “Capizzano”  nel 1997 si è avviato un percorso che sta portando  alla creazione di un piccolo ma documentato Museo per l’arte degli ultimi  duecento anni. Vorrei azzardare nel ricordare che il prestigioso MoMA di New York iniziò la sua attività in uno spazio di 400 mq, pari al nostro, avviando le acquisizioni e creando un laboratorio aperto al pubblico invitato ad interagirvi.

A Palazzo Vitari si sta già ultimando la prima raccolta di opere del secondo Novecento e si passerà, con un processo a ritroso, alla prima metà del XX secolo e poi all’Ottocento. E’ veramente significativo che queste prime acquisizioni – ottenute grazie a contratti di comodato con artisti, eredi di artisti e collezionisti – trovino l’inserimento in un circuito che fa riferimento ad una istituzione prestigiosa come la Biennale di Venezia e che mira a creare una rete per l’arte contemporanea fra le regioni italiane.

Per Rende è una nuova occasione di inserimento nei circuiti nazionali per l’arte, nella continua promozione di una fertile attività, che prima di essere espositiva è di ricerca storica e di passione culturale.

 

                                                Emilio Chiappetta

                                                Vice Sindaco di Rende

 

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