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Tonino  Sicoli

 

Un museo progressivo

 

 

(cliccare sulle foto per ingrandire)

 

 

 

 

 

p.de leo-t.sicoli-f.sammarco-s.principe-d.laudadio

 inaugurazione del MAON-rende 2004

 

 

 

 

 

una sala del MAON - rende 2004

 

 

 

 

 

 

 

l.magli-m.calvesi-t.sicoli-a.monferrini

centro capizzano - rende 2005

 

 

 

 

 

 

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centro capizzano - rende 1997

 

 

 

 

 

 

 

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centro capizzano - rende 2003

 

 

 

 

 

 

 

 

s.perugini - f.sammarco - c.crescentini

centro capizzano - rende 2004

 

UN MUSEO PROGRESSIVO

 

La costituzione di un Museo permanente dell’Otto e del Novecento, con particolare riguardo all’area calabrese e meridionale, è la naturale conseguenza degli interessi e dell’attività del Centro “A. Capizzano” che dopo sette anni di attività di mostre si dota di raccolte stabili sui periodi e gli artisti degli ultimi duecento anni. La creazione di un archivio documentario sui tanti autori e sugli avvenimenti che hanno segnato la storia dell’arte dal periodo romantico a quello attuale, colma una lacuna nelle istituzioni culturali che si occupano poco dell’arte moderna e contemporanea.

Il Museo è articolato in sezioni e raggruppa periodi storici, aree geografiche, movimenti e gruppi, singole personalità.

Attorno al nucleo di quadri di Achille Capizzano che documentano un percorso artistico compiuto nel corso degli anni trenta-cinquanta, è raccolta la produzione di tanti artisti calabresi della diaspora, ricostruendone i contesti culturali, sullo sfondo della situazione artistica nazionale e internazionale.

Le sezioni del Museo sono costituite attraverso cicli di mostre tematiche finalizzate all’acquisizione. Come raccomandato pure dal Codice Urbani, è stato attivato il meccanismo del comodato d’uso con gli artisti e con gli eredi degli artisti scomparsi, con collezionisti, enti, istituzioni e musei. Ai musei statali in possesso di opere di artisti dell’area calabrese, il più delle volte tenute nei depositi, verrà chiesta la loro sottoconsegna al fine di renderne possibile la pubblica fruizione e una controllata conservazione.

La prima proposta riguarda gli ultimi quarant’anni del Novecento con una quarantina di artisti calabresi individuati fra quelli della diaspora, gli stanziali e gli acquisiti: da Mimmo Rotella a Luigi Magli, da Giuseppe Gallo a Franco Flaccavento, da Aldo Turchiaro a Giulio Telarico, da Alfredo Pirri a Francomà, da Giancarlo Cauteruccio a Mario Parentela, da Antonio Violetta a Rocco Pangaro. Documentate diverse generazioni da quella di Francesco Guerrieri, Nunzio Solendo, Luigi Malice, Ugo d’Ambrosi e Franco Toscano a quella di Francesco Correggia, Fiorenzo Zaffina, , Pietro Perrone, Anna Romanello, Giuseppe Arabia, Tarcisio Pingitore, Antonio Pujia Veneziano, Salvatore Anelli, Salvatore Dominelli e Paolo Pancari Doria.

Sono anche rappresentati  alcuni artisti non calabresi, italiani (Nicola Carrino, Carmine Di Ruggiero, Bruno Ceccobelli, Giulio De Mitri) e stranieri  (Marlis Nussbaumer, Alejandro Garcia), che con la Calabria hanno mantenuto in questi anni un rapporto stretto di presenza e operatività.

Presenti, infine, alcuni artisti scomparsi ma dei quali è ancora vivo il ricordo, come Luigi Di Sarro, Giovambattista Salatino, Sergio Ruffolo, Toni Ferro e Luciano Caruso.

Il MAON si avvale come consulenti di autorevoli storici e critici d’arte che curano le singole mostre e indirizzano  la realizzazione del Museo permanente.

Fanno parte del Comitato scientifico: Renato Barilli (Dams, Università di Bologna), Maurizio Calvesi (Università “La Sapienza”, Roma), Angelo Capasso (Università “La Sapienza”, Roma), Claudio Crescentini (Soprintendenza Comunale BBCC, Roma), Pietro De Leo (Università della Calabria), Anna D’Elia (Accademia BBAA, Bari), Lia De Venere (Accademia BBAA, Bari), Massimo Di Stefano (Accademia BBAA, Catania), Micol Forti (Musei Vaticani), Giorgio Leone (Soprintendenza PSAD della Calabria), Simonetta Lux (Università “La Sapienza”, Roma), Alessandro Masi (Società Dante Alighieri, Roma), Lea Mattarella (Accademia di Brera, Milano), Augusta Monferini (già Direttrice della GNAM di Roma), Isabella Valente (Università di Napoli), Rossella Vodret (Soprintendente PSAD del Lazio), Peter Weirmair (già Direttore Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna)

Il progetto del Museo per andare a pieno regime prevede un periodo di tre anni. Ma i primi risultati hanno una loro visibilità fin da subito attraverso un laboratorio museale aperto, un work in progress che presenta le proposte  e le acquisizioni man mano che prendono corpo.

Fra gli obiettivi c’è quello di realizzare un museo integrato, metà vero con opere d’arte reali e metà virtuale, in quanto se un museo, checché ne dicano le mode, non può rinunciare alla fisicità delle opere d’arte e alla loro concreta e diretta fruibilità, può però avvalersi delle moderne tecnologie per superare le barriere geografiche e le distanze, collegandosi in tempo reale con i musei in rete e con quelli di tutto il mondo.

La creazione di stazioni informatiche in loco e la messa in rete su internet consentirà la consultazione dei materiali d’archivio a tutti coloro che vorranno accedere alla banca dati del Centro. Un servizio siffatto è prevalentemente rivolto agli studenti universitari, delle accademie di belle arti e delle scuole.

La creazione di una biblioteca specializzata sull’arte in generale e sui periodi prescelti darà  il necessario supporto agli studi e alla ricerca non solo degli studiosi interni o collegati al Centro, ma anche di studiosi esterni, di docenti della scuola e dell’università, di studenti e ricercatori vari.

Il Centro prevede di dotarsi di un laboratorio di restauro e per la catalogazione onde fornire il necessario supporto non solo alla propria attività di conservazione ma anche di strutture analoghe sul territorio ad esso raccordate. Partendo dalla considerazione che manca una catalogazione del patrimonio artistico regionale degli ultimi duecento anni e che la Soprintendenza stessa non ha competenze per le opere degli ultimi cinquant’anni, un lavoro di  censimento delle raccolte pubbliche e private esistenti sul territorio e dei luoghi di eccellenza legati al periodo, può rivelarsi un buon investimento culturale per la salvaguardia e la promozione dell’arte del nostro passato recente.

Il Museo sta diventando, a partire dalle fasi iniziali,  un riferimento per le scuole del territorio. Attraverso stages, seminari, lezioni, incontri si stanno sviluppando attorno al Museo attività didattiche per studenti che vanni dalle scuole elementari fino alle superiori. Dal rapporto di collaborazione con il Liceo Classico “Gioacchino da Fiore” di Rende, molto intenso ed estremamente interessante, è nato il progetto “Piccole guide”, già al secondo anno, e quello per l’avvio di una scuola-laboratorio di formazione per restauratori. E’ gia operativo un rapporto di collaborazione didattica con alcuni insegnamenti del Corso di laurea in Conservazione dei beni Culturali dell’Università della Calabria.

In questo modo il MAON si candida ad essere un luogo di formazione e/o di accoglienza per figure professionali come quella dello storico dell’arte, del critico d’arte, del curatore di mostre e di eventi, dell’organizzatore di cultura, del giornalista d’arte, del pr, dell’allestitore, dell’architetto, dello schedatore, del fotografo, del restauratore, dell’operatore informatico, del grafico pubblicitario, della guida didattica e turistica, dell’addetto al marketing, dell’hostess, dell’addetto alla vendita di gadget e cataloghi, dell’operatore gestionale, dell’operatore amministrativo, del tecnico specializzato, ecc.

            E’ un’opportunità più unica che rara per mettere a disposizione una struttura operativa, in modo da consentire esperienze sul campo, altrimenti difficili da reperire sull’intero territorio. Il Centro può fornire un banco di prova e di tirocinio, e nello stesso tempo può esso stesso avvalersi della collaborazione di tanti giovani aspiranti operatori culturali, che potrebbero poi trovare anche altre occasioni di occupazione.

Un Centro così organizzato può diventare, inoltre, uno stimolo per attività collaterali di tipo più imprenditoriale e di merchandising per prodotti legati alle attività culturali, come cataloghi, cartoline, poster, riproduzioni, gadget, oggettistica, cd, videocassette, ecc.     

            Va inoltre considerata l’opportunità di incentivare lo sviluppo nell’area urbana circostante di attività ricettive, di ristorazione e d’intrattenimento per meglio accogliere i visitatori e i flussi di turismo culturale.

Presso il MAON, infine, è attivato un archivio ed un giurì per la certificazione dell’autenticità delle opere di artisti calabresi di cui sono chiamati a far parte specialisti e studiosi di comprovata competenza.

 Tonino  Sicoli

 

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