"Da Picasso a Warhol"    dalla collezione di Carlo F.Bilotti                        

 

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Sandro Chia

 

    (Firenze, 1946)

 

 

 

Ragazzo coi sentimenti (Boy with Feelings), 1982

Chia è un visionario che racconta storie intrecciate di ordinaria stravaganza. Guardando gli altri parla di sé in un discorso autobiografico che lo pone al centro della pittura, come catalizzatore di eventi e personaggi pensati e scoperti dentro le maglie della cronaca come della storia. E questa capacità di dire cose private come se appartenessero a tutti, con una facilità pittorica e una forza espressiva, che lo rendono un efficace affabulatore, esuberante e trasgressivo dietro una parvenza di normalità.

E’ questa la sensazione che si prova guardando il Ragazzo coi sentimenti, dallo sguardo rapito e dal gesto accorato, nel tentativo di rendere visibile uno stato d’animo intimissimo, che pervade l’aura circostante di un pulviscolo multicolore. Come in un monologo il soggetto tiene la scena da solo, affidando l’impatto al tratto “selvaggio” e alla monumentalità dei colori accesi.

Si avverte l’influenza neobarocca di De Chirico, del surrealismo atmosferico di Chagall, dell’arcaismo solido di Carrà, del classicismo mediterraneo dell’ultimo Picasso; per non dire dei fauvisti e del simbolismo, o, più lontanamente nel tempo, della teatralità di Tintoretto, della grandiosità drammatica di Tiziano e del gigantismo di Michelangelo.

Chia interpreta egregiamente la teoria della Transavanguardia, che con l’intento di reagire alle poetiche “fredde” del Concettualismo e del Minimalismo, propone un ritorno all’espressione e sostiene la trasversalità dell’avanguardia, con il conseguente eclettismo stilistico e la messa in crisi degli stessi presupposti del moderno.

L’immissione nell’arte di elementi emotivi e figurativi porta ad un recupero della pittura-pittura, lasciando fuori dalle tecniche creative tutto ciò che è extrapittorico (ready made, materiali vari, tecniche sperimentali) e, comunque, con un atteggiamento di superamento della dicotomia avanguardia-tradizione.

“Sandro Chia – scrive Achille Bonito Oliva, teorico della Transavanguardia - opera su un ventaglio di stili sempre sostenuto da una perizia tecnica e da un’idea dell’arte che cerca dentro di sé i motivi della propria esistenza. Tali motivi consistono nel piacere di una pittura finalmente sottratta alla tirannia della novità e anzi affidata alla capacità di utilizzare diverse maniere per arrivare all’immagine”. (Nuova soggettività, 1980)

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