"Da Picasso a Warhol"    dalla collezione di Carlo F.Bilotti                        

 

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Wilfred Lam

 

    (Sagua La Grande, 1902 - Parigi, 1982)

 

 

 

Senza Titolo, (Sans Titre), 1976

 

La pittura di Lam prende le mosse dal cubismo di Picasso e approda al surrealismo in chiave tutta personale, contaminandosi con gli elementi della cultura dell’America latina. Afrocubano di nascita con origini cinesi, Lam č uno degli ultimi esponenti del surrealismo internazionale. La tradizione figurativa degli Incas, dei Maya, degli Aztechi č una forma di surrealismo spontaneo, come capisce lo stesso Breton quando viaggia con Lam nell’America centro-meridionale (1941).

Il “reale meraviglioso” di quella cultura artistica popolare č un retroterra importante, che facilita la condivisione di un ideale estetico “colto” ed elitario e che indirizza la pittura di Lam verso un primitivismo segnico essenziale e suggestivo. Le immagini mostruose, abbozzate con segno deciso sono ricche di mistero. I colori tenebrosi, tipici di ambienti notturni, celebrano riti segreti e esplorano gli istinti piů reconditi (Luguanda Yembč del 1950).

Il suo repertorio incantato ha tracce di mitologia Woodou e inneggia indifferentemente alla dea dell’amore e al dio della guerra; affiorano nei suoi quadri modelli iconografici di arte tribale, maschere apotropaiche che si confondono con i volti scomposti della pittura di Picasso.

La sua arte si carica di valori antropologici, che pescano nel repertorio delle favole popolari e del mondo soprannaturale, dove la paura e il gioco si intrecciano in un affascinante inquietudine.

La sua portata di artista trans-culturale lo rende un personaggio complesso e intellettualmente vivace, elegante affabulatore di racconti primigeni, sognatore di spiritelli zoomorfi, evocatore di accattivanti visioni.

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