"Da Picasso a Warhol"    dalla collezione di Carlo F.Bilotti                        

 

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Fernand  Léger

 

      (Argentan, 1881 - Gif sur Yvette, 1995)

 

 

 

Elementi meccanici su fondo blu (Eléments Mécaniques sur Fond BIeu), 1945

 

Léger è approdato alla pittura attraverso il mestiere di disegnatore d’architettura. È il pittore della vita moderna vista attraverso le forme scomposte di un mondo tecnologico, dominata dalla fretta e popolata da uomini-automi. Gli ingranaggi, i tubi metallici, le strutture meccaniche, l’effetto lamiera descrivono un mondo trasformato dalle macchine, dove tutto accade simultaneamente, in un grande caos iperindustriale.

Partito dall’esperienza cézanniana e del postimpressionismo, transitato attraverso i fauves, Léger  si era avvicinato al cubismo e all’orfismo, incuriosendosi per il futurismo al quale avrebbe voluto anche aderire. Lo affascina, infatti, l’estetica delle macchine e le forme in movimento, che trovano accoglienza in una pittura affollata e dagli effetti dinamici. Come in una catena di montaggio, gli oggetti e le parti meccaniche sono assemblati a formare strutture irreali. I personaggi sono trattati con volumi cilindrici che smontano la realtà e la trasfigurano in un grande meccano. “Ero stato preso da un’ossessione. – dice di sé con autoironia -  Volevo disarticolare i corpi. Mi hanno chiamato ‘tubista’, no?”

La pittura per Léger non è un esperienza psicologia ma visiva e l’occhio non guarda dentro di sé, ma compie un esercizio intellettuale sulla realtà esterna. Gli elementi meccanici si ispirano anche  al mondo del lavoro e si elevano a simbolo del progresso industriale ( I ciclisti del 1944, Costruttori del 1950, Forme nello spazio del 1953).

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