"Da Picasso a Warhol"    dalla collezione di Carlo F.Bilotti                        

 

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Larry  Rivers

 

      (New York, 1923 - 2002)

 

 

 

Ritratto di Carlo B. (Portrait of Carlo B.) , 1993

 

Larry Rivers raffigura Carlo Bilotti con, sullo sfondo, il dipinto di Picasso Testa di donna, che appartiene allo stesso collezionista. Lo ritrae ironicamente in atteggiamento benedicente, integrando la figura nel contesto della scena trattata col medesimo segno rapido del pastello a cera.

Anche l’opera di Rivers, Carlo con Dubuffet sullo sfondo (1994), ripropone un’altro ritratto di Bilotti in posa davanti ad un quadro dell’artista francese.     

Rivers è un pittore fra i primi in America a praticare la ritrattistica dissacratoria quando nel 1953 esegue una versione di Washington che attraversa il Delaware (Museum of Modern Art, New York) riprendendo il ritratto del diciannovesimo secolo di Emanuel Leutze (Metropolitan Museum, New York) e reinterpretandolo con cancellature, pennellate disordinate, sgocciolature, cambiamenti nella posa e corpi frammentati.      

Proprio per questa sua precoce attenzione al prelievo di immagini storiche e di dipinti famosi, al gusto parodistico, all’inserimento di frammenti visivi, quando ancora la sua pittura e quella dei suoi contemporanei si muoveva in ambito informale, Rivers viene considerato un artista di passaggio fra l’espressionismo astratto della cosiddetta Scuola di New York (Pollock, De  Kooning, Kline, Rothko) e la Pop Art, della quale segna i prodromi assieme a Rauschemberg e Johns.

E difatti si colloca trasversalmente ai fermenti artistici degli anni Cinquanta e Sessanta, dai suoi esordi giovanili come sassofonista jazz, alle esperienze di filmaker, ai rapporti con O'Hara, Ginsberg, Corso, Kerouac e la cultura on the road della Bit Generation. Dipinge figure a metà strada fra l’illustrazione e il fumetto, o oggetti comuni come le sigarette Camel, diventate un suo motivo ricorrente, tanto che i suoi amici lo definivano “l'unico uomo dedito alla nicotina che non ha mai fumato”.

Nel 1970 collabora con i nouveaux réalistes Jean Tinguely, Niki de Saint Phalle, Daniel Spoerri alla  costruzione del "Ciclope", scultura percorribile a Milly-la-Forét in Francia.

In Italia nella sale del Lingotto di Torino troneggiano tre grandi suoi dipinti commissionati da Giovanni Agnelli per ricordare Primo Levi, grande scrittore torinese di origine ebrea internato ad Auschwitz, e le vittime dell’olocausto. In essi l’artista statunitense ritrae l’autore di Se questo è un uomo in sovrapposizione alle immagini  degli internati nei campi di concentramento, così come ci sono apparse nei filmati degli alleati o nella fiction cinematografica. La pittura effacé crea un’atmosfera dolente, affollata da ombre, che simboleggia - mai corrispondenza fu più calzante - anche il dramma della cancellazione di un popolo.                                                                                                                                                                                 

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