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IL CATALOGO

 

 

 

Giorgio de Chirico 

L'enigma e la gloria

 

 

         IL CATALOGO

 

           

 

GIORGIO de CHIRICO

L’enigma e la gloria

 

 

Catanzaro, Complesso Monumentale del San Giovanni

25 marzo – 30 giugno 2006

 

Mostra e catalogo a cura di  Claudio Crescentini e Tonino Sicoli

Consulenza storica:

Maurizio Calvesi

 

Comitato Scientifico:

Fabio Benzi

Maurizio  Calvesi

Lorenzo Canova

Claudio Crescentini

Paolo Picozza

Tonino Sicoli

 

In catalogo, pubblicato dalle Edizioni AR&S, sono presenti contributi critici di:

Maurizio Calvesi (De Chirico diffamato da Breton);

Fabio Benzi (De Chirico e l’Enigma)

Claudio Crescentini (Giorgio de Chirico e il primato del pensiero);

Tonino Sicoli (L’Enigma e la Gloria presente);

Lorenzo Canova (L’arte contemporanea e l’eredità di de Chirico).

 

Consulenza artistica, progettazione grafica

e direzione allestimenti Luigi Magli

 

Web design e computer graphic : Francomà

 

 

Catalogo:

Coordinamento editoriale: Antonio Viapiana

Edizione : AR&S, Catanzaro, 2006

Cop.brochure, ril.filo, pp. 160

Stampa catalogo: Abramo Printing, Catanzaro

 

TESTI   INTRODUTTIVI

 

REGIONE CALABRIA

 

Abbiamo sempre pensato che fare cultura deve significare,  pur senza tradire le proprie radici, aprirsi al confronto con esperienze di respiro europeo e internazionale. Anche il cambiamento e il riscatto di regioni particolarmente difficili come la Calabria non possono che trarre giovamento, quindi, dalla realizzazione di eventi culturali di alto profilo, così come avviene nei paesi più avanzati.

E’ con questo spirito che si è pensato di organizzare in Calabria, regione solitamente tagliata fuori dai circuiti delle grandi mostre, un evento culturale di grande rilievo come la retrospettiva di Giorgio de Chirico, uno dei protagonisti indiscussi del Novecento. Si tratta di un omaggio ad un artista di livello internazionale che, tuttavia, proprio per le sue origini greche, ha saputo impersonale un tipo di intellettuale legato alla cultura mediterranea e alle radici classiche dell’arte, ma elaborando un linguaggio  moderno come quello della pittura e scultura metafisica.

L’attualità di de Chirico lo rende particolarmente idoneo ad un discorso sul valore di un’arte che vive,  eternamente sospesa fra la celebrazione del passato e lo sguardo verso il futuro. La memoria e il sogno, la storia e il progetto sono i termini di una dialettica del sapere e del fare, improntata sia al recupero di un tempo perduto che al potere  dell’immaginazione, dell’utopia che con l’impegno dell’uomo diventa realtà.

De Chirico, autore enigmatico per eccellenza, è un modello di intellettuale complesso e completo: pittore, scrittore, polemista, pensatore raffinato e colto, intriso di cultura classica, attraversa il Novecento con un piglio malinconico e distante.

Questa mostra nel proporre una carrellata fra le opere metafisiche e neobarocche, presenta alcune novità di rilievo: un nucleo di disegni inediti degli anni Venti acquisiti di recente dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, un’intera sezione dedicata alle citazioni e agli studi dechirichiani dei maestri del passato, una sezione “in gloria” del Pictor Optimus, con le opere a lui riferibili di una ventina di importanti e noti artisti  degli  anni Sessanta-Novanta, che a de Chirico si sono ispirati.

Si tratta di una produzione originale voluta dall’Assessorato alla cultura della Regione Calabria per valorizzare anche le potenzialità territoriali in materia di organizzazione culturale; il coinvolgimento della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e di autorevoli storici dell’arte come Maurizio Calvesi ha dato all’iniziativa il giusto carisma scientifico.

E’ questo il primo passo di una particolare attenzione per le arti visive che la Regione Calabria intende proseguire con l’organizzazione di altre importanti mostre, con il restauro e la restituzione al pubblico di tutte le tele custodite nei depositi della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoantropologico della Calabria e con l’istituzione del Museo Regionale delle Arti Visive, per documentare le opere d’arte di autori calabresi dal Cinquecento ai giorni nostri. Un museo che sappia presentare degnamente i capolavori del passato servendosi anche delle tecnologie più innovative. Facendo scelte coraggiose, che accorcino le distanze con il resto del Paese per rilanciare una Calabria ancora sconosciuta e ricca di risorse culturali.

 

                   On. Sandro Principe                                                                   On. Agazio Loiero

       Assessore alla Cultura della Regione Calabria                                    Presidente della Regione Calabria

 

 

COMUNE di CATANZARO

 

Sono passati poco più di sette anni da quel 18 dicembre del 1998 in cui il Complesso Monumentale del San Giovanni veniva solennemente inaugurato a Catanzaro con una mostra di Andrea Cefaly senior.

In questo arco di tempo, sicuramente molto breve per un’istituzione culturale, l’area museale del Capoluogo ha ospitato più di venti esposizioni, alcune delle quali di chiaro respiro nazionale.

Solo per citare le più significative: la grande mostra per il trecentenario di Mattia Preti, la rassegna antologica su Mimmo Rotella, le esposizioni sui Mitici Sessanta e sulla Divina Bellezza, le mostre dedicate a Mirò e Andy Warhol, i gioielli di Buccellati, per concludere con la mostra internazionale sulla Magna Grecia.

Il San Giovanni, in altre parole, ha pazientemente costruito una “sua” storia, divenendo uno dei riferimenti obbligati per il mondo culturale calabrese e meridionale, smentendo così coloro che lo descrivano come un “contenitore” senz’anima.

D’altronde, le strutture sono essenziali per la costruzione di eventi culturali che lascino il segno. Catanzaro ritene di avere colmato, in pochi anni, questo gap, mettendo in piedi una “rete” strutturale che comprende, oltre al San Giovanni, il Teatro Politeama, l’Auditorium “Casalinuovo”, il Centro espositivo di Fontana Vecchia, l’Arena “Magna Grecia”.

Riteniamo siano state queste le ragioni che hanno ispirato la scelta dell’Assessorato regionale alla cultura di puntare su Catanzaro e sul San Giovanni per la realizzazione dell’ambiziosa mostra dedicata al Maestro Giorgio De Chirico. Di ciò ringraziamo sinceramente l’on. Sandro Principe.

Nella nostra visione delle cose, la cultura deve rifuggire dal campanilismo: Catanzaro mette a disposizione dell’intera regione le sue strutture, nella consapevolezza che il sapere deve irradiarsi su tutto il territorio calabrese e non importa da dove gli impulsi positivi partano.

Ci auguriamo che, così come avvenuto in occasione delle mostre precedenti, siano numerosi i visitatori provenienti dalle province consorelle, in particolare dalle università, dalle accademie e dalle scuole dell’obbligo.

Siamo certi che la mostra dedicata al Sommo De Chirico avrà uno straordinario successo.

Una certezza che deriva dal valore indiscusso dei curatori dell’evento e dall’alta qualità dei contributi scientifici del catalogo.

Ci venga consentita, in chiusura, una curiosa annotazione: l’arte di Giorgio De Chirico ha già fatto capolino al San Giovanni; una sua opera era inserita nella mostra del 2002, curata anch’essa da Tonino Sicoli, dedicata alla Divina Bellezza e all’arte figurativa italiana della prima metà del Novecento. Bentornato a Catanzaro, Maestro De Chirico.

 

                    Wanda Ferro                                                                        Filippo Pietropaolo

        Assessore Comunale alla Cultura                                                       Sindaco ff. di Catanzaro

      V.Presidente Fondazione Politeama                                               Presidente Fondazione Politeama

 

 

 

Fondazione Giorgio e Isa de Chirico - Roma

 

Enigma viene da aìnos, che in greco antico vuol dire “parola carica di senso, elogio, decisione”; il verbo ainéo significa “affermare, approvare, lodare, e ainíssomai equivale a “dire cose significative, e perciò difficili da comprendere”. Parlare per enigmi significa dunque dire parole importanti, degne della massima attenzione, tali da poter essere colte e penetrate solo attraverso una profonda meditazione: parole oscure ma rivelatrici, come l’arte di Giorgio de Chirico.

Ecco allora l’enigma farsi cifra riconosciuta del modus operandi dechirichiano, ed ecco il carattere nello stesso tempo illusionistico e veritativo della sua opera, portatore di verità e proprio per questo sempre sfuggente, doppio, sfingeo, carattere proprio e comune a tutte le grandi opere d’arte.

Del resto, già le Muse della Teogonia di Esiodo affermavano: “Noi sappiamo dire molte menzogne simili alla verità, ma sappiamo anche, quando vogliamo, proclamare la verità”. Che trova impressionante eco in ciò che, molto tempo dopo, scrive Adorno nella sua Teoria Estetica: “Le opere d’arte dicono qualcosa che nascondono col medesimo flatus vocis…” Chi, come Giorgio de Chirico, avverte l’importanza e il peso della rivelazione di questa concezione enigmatica dell’arte e della realtà, merita la gloria.

L’arte rivela l’enigma del mondo, senza svelarlo. Perché all’enigma non c’è un’unica soluzione, bensì infinite, sempre transitorie e parziali.

Questa la missione e il destino dell’arte, e in tal senso ben si comprende come vi siano connaturate e legate a doppio filo, indissolubilmente, la tragedia e la gloria: la somma felicità e l’abisso dell’impossibilità…

 E, in questo contesto, intendiamo anche il compito che Jole de Sanna, massima studiosa di Giorgio de Chirico, ci ha indicato: quello di trasformare l’oggetto di studio, l’opera del Maestro, in disciplina di studio, di riconoscerla come un osservatorio privilegiato proprio per affacciarsi a comprendere la natura enigmatica ed oscura, tale da rimandare sempre ad altro, e altrove, della vera opera d’arte. (Metafisica, Quaderni della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, n. 3-4, 2004, pag. 10-11).

Osservare il corpus dei dipinti, delle sculture, dei disegni di Giorgio de Chirico rappresenta pertanto un’ottima occasione, valorizzata dalla mostra ospitata dal Complesso Monumentale del S. Giovanni di Catanzaro, attraverso la guida interpretativa di insigni studiosi, per intuire l’inesauribile potenziale dell’enigma dell’arte e del mondo, ivi custodito ed offerto.

Nell’aderire a tale iniziativa, la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico prosegue la direzione di approfondimento della ricerca nella quale è da tempo impegnata.

Le esperienze delle mostre realizzate dalla Fondazione, solo per citarne alcune, a partire da quelle di San Marino del 1995, La nuova Metafisica, a cura di Maurizio Calvesi e Mario Ursino, così come quelle della Metafisica del Mediterraneo a Taranto (poi a Milano), e la Metafisica del Tempo a Buenos Aires, curate da Jole de Sanna dal 1998 al 2000, Les dix dernières années di Charleroi nel 2001 che getta lo sguardo sulla produzione degli ultimi dieci anni, a quella di Potenza del 2002, Dalla Metafisica alla “Metafisica” curata da Vittorio Sgarbi, la mostra tematica sulla scultura di de Chirico tenuta a Cremona nel 2004, Il grande Metafisico. Giorgio de Chirico scultore”, fino alle più recenti: La Passione secondo de Chirico, un’esposizione d’Arte Sacra, a Roma, a cura di Achille Bonito Oliva, e quella itinerante realizzata nel 2005 in Giappone, che schiude una prospettiva totalmente inedita sulle relazioni tra la poetica dechirichiana e gli Ideali dell’Est, rappresentano iniziative tutte volte a far luce sull’altissimo valore di integrità dell’arte del Maestro, a prescindere dai periodi di volta in volta presi in esame, dalle soluzioni pittoriche e dai mezzi stilistici adottati, dai soggetti raffigurati.

La Fondazione Giorgio e Isa de Chirico ha perseguito dunque in questi anni una verità del tutto semplice, come qui ha ben ricordato Maurizio Calvesi: la Metafisica di de Chirico è una sola dal 1910 al 1978, l’anno della morte; molteplici invece, come di tutti i fenomeni altamente complessi,  sono le sue chiavi interpretative.

Ben si vede ancora, in questo fecondo percorso di studi, anche dalle mostre sopra ricordate, come sia stato privilegiato il Mediterraneo, quale luogo primigenio da cui prende le mosse tutta la straordinaria vicenda della civiltà occidentale, nel tentativo di indagare la cultura di de Chirico sviscerandone origini e matrici classiche.

Nell’ambito di tale inesauribile compito di studio, l’attuale manifestazione si presenta come evento di grande spessore, un contributo essenziale alla comprensione dell’unità e indivisibilità dell’artista “uno, nessuno, centomila”, al di là delle rigide o miopi periodizzazioni e definizioni di troppa critica superata.

Alla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico che ho l’onore di rappresentare non resta dunque che ringraziare per la profondità di sguardo del lavoro svolto, per l’ampiezza dei confini che il percorso critico ed espositivo disegna, inserendo l’affascinante dialogo con i tanti artisti che hanno raccolto l’eredità dell’opera dechirichiana, e per il rispetto della complessità che si deve ad ogni autentica espressione culturale.

 

                                                                          Paolo Picozza

                                                                          Presidente della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico

 

 

 

Centro per l'arte e la cultura

"A. Capizzano" - Rende (Cs)

 

 

 

È con grande soddisfazione che il Centro per l’Arte la Cultura “A. Capizzano”, che vanta già una pluriennale esperienza nell’organizzazione di mostre d’arte in Calabria, presenta questo evento a Catanzaro, mettendo  in mostra le opere di Giorgio de Chirico, uno dei massimi artisti del Novecento.

Con uno sforzo produttivo posto sotto l’egida dell’Assessorato alla cultura della Regione Calabria con la collaborazione di vari soggetti pubblici e privati come il Comune di Catanzaro, la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma, la Fondazione Politeama di Catanzaro, la Soprintendenza per il Patrimonio storico artistico e demoantropologico della Calabria, il nostro Centro ha dimostrato ancora una volta che quando c’è sinergia e partecipazione si riesce meglio in imprese culturali di una certa importanza.  La sfida in questo caso, non era soltanto quella di mettere insieme e mostrare in Calabria un corpo significativo di opere dechirichiane, ma di dare alla proposta un carattere di originalità che riuscisse a porla in evidenza fra le tante mostre su de Chirico che si organizzano nel mondo.

L’idea di mettere in dialogo il Maestro della metafisica e dell’enigmaticità da un lato con gli artisti del passato (Verrocchio, Michelangelo, Tintoretto, soprattutto Rubens, Courbet, ecc.)  dall’altro con gli artisti contemporanei (Rotella, Ceroli, Schifano, Paolini, Nagasawa, Paladino, Gallo, ecc.) ha costituito un’occasione per dare una lettura dialettica dell’opera di questo artista colto e multiforme.  Infine non manca in questa mostra una preziosità rappresentata da un piccolo nucleo di disegni inediti degli anni Venti, rilevanti per gli studi sulla genesi dell’opera di de Chirico.

E’ un risultato importante per una piccola realtà come la nostra, che è riuscita in questi quasi dieci anni di vita, a crescere, accreditarsi, qualificarsi non solo con l’istituzione di un Museo dell’Otto e Novecento a Palazzo Vitari di Rende (2004), ma a proporsi come punto di riferimento per una rete di collaborazioni con vari enti: è nostra la sistemazione della Pinacoteca “A. Alfano” a Castrovillari (2002), la mostra “Caro Novecento” al Complesso Monumentale di San Bernardino a Rossano (2003), il progetto “Arte nei Centri d’arte” con la mostra di Rubens Santoro al Castello Ducale di Corigliano Calabro  e al Palazzo Rinascimentale di Aieta (2003), la partecipazione al Progetto “Sensi Contemporanei” in collegamento con la Biennale di Venezia e il Dipartimento d’arte contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (2005),  la mostra di Luigi Di Sarro  a Palazzo Nicotera di Lamezia Terme (2006).

L’arte e gli avvenimenti ad essa connessi sono una risorsa fondamentale per la nostra regione che vanta, oltre alla bellezze naturali, una tradizione millenaria di cultura, che necessita però di un rilancio e di una costante attenzione di enti, istituzioni, intellettuali, cittadini tutti.

                                                                                                               Franco Sammarco

                                                                                                   Presidente del Centro “A. Capizzano”

 

 

Siti internet:

www.centrocapizzano.it          

www.maon.it         

www.fondazionedechirico.it

www.politeamacatanzaro.net

www.toninosicoli.it        toninosicoli@virgilio.it

 

 

 

 


 

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